Il Puc 2 può rilanciare il centro storico del capoluogo. Secondo alcuni calcoli può “innescare” progetti per oltre 20 milioni di euro.
La novità più importante è che possono partecipare al “Programma urbano complesso” anche le attività commerciali e artigianali.
Nel caso venga approvato prima dal Comune e poi dalla Regione Umbria, ogni progetto otterrà un contributo a fondo perduto di circa il 30 per cento del suo costo.
L’amministrazione comunale, che ne è capofila, ha già intessuto una serie di rapporti con le associazioni di categoria.
Le linee guida sono state chiarite in un incontro al quale hanno partecipato, per il comune, l’assessore Alfio Todini e il responsabile dell’Ufficio urbanistica Giampiero Piccioni, rappresentanti di Sviluppumbria, di Confocommercio (Alfonso Angeleri, Magda Montanucci, Giancarlo Toccaceli), Confartigianato (Carlo Antognoni) e Cna (Francesco Vestrelli). Secondo le prime notizie, il Comune, da parte sua, inserirà, tra gli altri, un progetto per la definizione del recupero del centro storico con i lavori in tre delle vie più importanti.
Il perimetro del Puc 2 è più largo rispetto al centro storico tradizionale.
Oltre alla cinta urbana, vi sono compresi tre “bracci” più o meno lunghi.
Quello verso Nord comprende l’inizio di viale Ponte Nestore con dentro l’area dell’ex Molino Popolare.
Un secondo braccio si allunga più a Est fino alla vecchia “scala”, la passerella sul Nestore che fino a qualche decennio fa collegava il capoluogo a Cerro. Il braccio più lungo è quello verso Sud.
Questo tratto arriva fino all’ex tabacchificio Pietromarchi.
L’obiettivo di fondo del Puc 2 è quello di “elevare la qualità del contesto urbano, compreso il centro storico, e la sua vivibilità, promovendo il potenziamento delle attività economiche e dei servizi e il reisediamento dei residenti, migliorando la fruibilità degli spazi disponibili e l’accessibilità, garantendo la sostenibilità ambientale degli interventi e la preferenza per i contenuti tecnologici innovativi degli stessi”.
Per ciò che riguarda le attività artigianali e commerciali possono essere presentati progetti per l’avvio e il rilancio delle stesse (attrezzature, macchine da ufficio, arredi, impianti elettrici e idraulici, impianti di sicurezza).
Possibili anche progetti per interventi di manutenzione straordinaria e restauro degli immobili. Tra le novità più interessanti c’è il finanziamento del marketing urbano.
Può essere presentato dal Comune o da un’associazione di imprese.
L’uscita del bando definitivo è imminente e la presentazione delle domande dovrebbe avvenire entro la fine di settembre.

Alvaro Angeleri dal Corriere dell'Umbria


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