Pino Insegno a Todi per Umbria Music Fest

"Si è vero, trent'anni fa facevo il doppiatore di film porno. Allora non c'erano soap o fiction da doppiare, per fare esperienza si prendeva quello che passava il mercato.
Debbo dire che era sempre molto imbarazzante, specialmente quando si doveva doppiare un'orgia. Pensate a 10 persone che non si conoscevano impegnate in circolo ad ansimare, mugugnare e a baciare le proprie mani.
Poi, dopo 6 anni, sono diventato un doppiatore famoso. Ora non sono io che presto la voce a Denzel Washington e Brad Pitt, sono loro che prestano a me il loro corpo."
Pino Insegno, comico di razza, nonchè abilissimo doppiatore ha tenuto in pugno con grandissima abilità , dall'inizio alla fine, lo spettacolo "Io canto...io Insegno" messo in scena a scopo benefico da Umbria Music Fest con la collaborazione della Croce Rossa di Todi, presente in sala con le più alte cariche regionali.
Coadiuvato dalla bionda ed affascinante soprano lirico torinese Silvia Gavarotti che, come lui, insegna all'Accademia "Corrado Pani" per giovani talenti, e da due bravissimi allievi, il comico Federico Perrotta, che da grande vorrebbe fare il "filippino", ovvero il ballerino di Maria De Filippi, veramente molto promettente (straordinario il suo sketch sui balli dagli anni '70 in poi) e dal cantante ventenne Marco Stabile, nonchè dal paziente pianista Mauro Arbusti oggetto reiterato di battute e di scherzi, Pino Insegno ha dato ancora una volta dimostrazione della straordinaria verve estemporanea degna del migliore cabaret per la capacità di sapere usare ogni singolo fatto per far strappare risate a crepapelle alla platea, dal classico telefonino che suona al signore che si sporge troppo dalla balaustra del palco ("non lo faccia, guardi come è bello il mondo") alla presenza in prima fila di due cantanti di colore con le quali ha instaurato un tormentone in inglese ("mi dica signora Janinah, chi c'è mai in America più bello di me?").
Il comico, in forma smagliante, non ha mai allentato la presa né ha mai lasciato il palcoscenico nelle due ore di show, neanche quando la Gavarotti ha cantato Fru Fru del Tabarin e "Dicitincello vuje" , neppure quando si sono esibiti i suoi due ragazzi.
Del resto gli spettatori pendevano tutti dalle sue labbra, in attesa delle incursioni sempre molto spiritose e mai volgari.
L'impennata di gradimento l'ha avuta nel mimare l'abbordaggio di un uomo ad una bella donna come avviene nei film americani paragonandolo a ciò che avviene nella realtà in Italia nella medesima occasione.
Finale collettivo con "My Way" cantato a quattro ugole e tanti applausi da un pubblico che per l'occasione ha riempito ogni ordine di posti del Comunale di Todi.
Assente solo il sindaco Ruggiano, forse perchè ancora stressato o emozionato dalla visita del presidente Berlusconi.
La domanda conclusiva è: "Io canto...io Insegno", spettacolo comico era o no in sintonia con il programma di Umbria Music Fest? In realtà si è trattato di una divertente parentesi, di una piccola trasgressione in un menù di tutto rispetto.


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