Il nuovo depuratore di Todi

Guerra a Todi per il nuovo depuratore. A dichiararla l'opposizione di centrosinistra in consiglio comunale che raccoglie l'appello e la protesta di alcuni proprietari terrieri destinatari di lettere che l'amministrazione comunale avrebbe inviato per iniziare le pratiche di esproprio per la costruzione del nuovo impianto.
In attesa del completamento dell'iter per acquisire il terreno, sono comunque già iniziati i sondaggi per la costruzione del depuratore comunale.
Dopo le aspre polemiche che investirono la precedente amministrazione di centro sinistra guidata da Catiuscia Marini, che aveva individuato quale area per la costruzione dell'impianto la piana di Ilci-Montemolino, idea poi abbandonata a favore di un potenziamento di un impianto sito a Pian dei Mori, località vicina a Pian di Porto, anche questa soluzione passata nel dimenticatoio, ora si parla di un nuovo sito inedito.
L'impianto "s'ha da fare" e le polemiche legate alla sua realizzazione investono l'amministrazione di turno. Ovviamente a polarità invertite. L'altra volta ad attaccare era la destra ora è la sinistra, in mezzo la necessità dell'impianto. Infatti per la costruzione del nuovo grande depuratore al servizio di buona parte del comune di Todi - si parla di un impianto tarato per 20 mila abitanti equivalenti - il luogo individuato si trova all'incrocio tra la strada statale che porta al lago di Corbara quindi ad Orvieto, e quella che conduce nelle frazioni di Asproli e Porchiano.
Il progetto prevederebbe che lì, grazie alla realizzazione di lunghe linee di adduzione, verrebbero convogliati i reflui di quasi tutto l'intero territorio comunale, fatta eccezione per quelli della zona di Pantalla, dove è stato già previsto un impianto autonomo per servire il nuovo ospedale comprensoriale insieme a tutta l'area residenziale e industriale presente.
É previsto inoltre che gli scarichi degli altri depuratori esistenti nel territorio comunale verrebbero convogliati verso la nuova maxi struttura da costruirsi appunto a ridosso del Tevere in prossimità del lago di Corbara, con un riordino complessivo del sistema fognario parte integrante dell'intervento. Lo studio di fattibilità redatto da Umbra Acque
" sarebbe attualmente al vaglio dei soggetti ed enti locali preposti.
E già si sono accese le prime polemiche e le prime reazioni, malgrado la zona individuata non sia molto antropizzata.
Le osservazioni critiche riguardano il fatto che il nuovo depuratore verrebbe costruito ai confini del parco fluviale del Tevere e di Siti di interesse comunitario, con gravi rischi per l'ecosistema.
Altri hanno sottolineato che le condutture di adduzione saranno stese lungo il Naia, in luoghi dove esistono problemi di dissesto idrogeologico e di esondabilità, con possibilità di danneggiamento delle opere e conseguente inquinamento ambientale.


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