"I cittadini di Olmeto, che ormai da tempo hanno dato vita ad un Comitato, hanno avuto come ultimo riscontro delle loro innumerevoli denunce, la possibilità di filmare gli sversamenti avvenuti di nascosto dalle lagune direttamente nel torrente Genna, fatto questo da sempre sospettato, ma continuamente negato da amministrazione comunale e Sia."
Giulietto Vinti prende la parola, nella sala della Partecipazione della Provincia e cala il suo asso.
Una denuncia bella e buona per la quale, c'è da ritenere, sarà chiamato, se non lo farà autonomamente, dalla procura o dai carabinieri del Noe.
La prova - secondo le sue affermazioni - che l'impianto di Olmeto è un'altra, terribile, devastante, bomba ecologica.
"Combatteremo fino alla morte" - recita uno striscione appoggiato al tavolo. E tanto per mostrare di avere in mano non solo assi, ma anche carichi da undici, aggiunge:
"L'amministrazione comunale di Marsciano, che nonostante tutto quello che avviene continua a tradire la sua funzione di controllo, in piena sintonia col gestore dell'impianto, ha dovuto risolvere il problema delle acque azotate.
Queste ultime sono state invasate utilizzando laghetti collinari privati nella zona di Papiano e Castello delle Forme.
Sebbene la manovra sia stata condotta con la massima discrezione e rapidamente, tenendo ovviamente all'oscuro i cittadini, la notizia non ha tardato a circolare anche per merito del forte disagio dovuto ai miasmi generati dagli invasi stessi..."
Vinti, portavoce del
"Comitato marscianese di Coordinamento per la qualità ambientale del territorio"
, sottolinea come i cittadini si siano subito organizzati e che siano state già raccolte 500 firme di protesta.
"Quello che prima era solo un problema di Olmeto - afferma - ora si sta allargando a macchia d'olio e oltre alle frazioni di Papiano e Castello delle Forme, sono direttamente coinvolte anche Spina, Sant'Elena e San Valentino della Collina."
L'ultimo assalto mira al cuore del problema e lascia sorgere ulteriori inquietanti interrogativi:
"All'impianto di Olmeto vengono ammessi da tempo apporti esterni al territorio di Marsciano.
Non solo liquami da impianti suinicoli, ma anche da quelli avicoli e di recente addirittura sangue da macellazione e urine dagli ospedali.
É stato notato anche un camion con targa tedesca, sul posto...."
Vinti, come Granocchia per la realtà di Bettona, attacca la giunta regionale, oltre al Comune di Marsciano, che non si sarebbe mossa nonostante le sollecitazioni e le lettere inviatele per metterla a conoscenza della problematica ("Pesante tara ambientale per il territorio marscianese").
Nel corso della conferenza stampa, Vinti ha distribuito la fotocopia di una missiva, datata 21 settembre 2007, indirizzata proprio alla "gentile governatrice" della Regione dell'Umbria dove si legge:
"Voluto fortemente dall'amministrazione comunale di Marsciano a cavallo degli anni '70 e '80 (amministrazione Cappuccelli), come impianto sperimentale che associa alla depurazione la produzione di energia elettrica, sconta limiti tecnici e gestionali che nel corso del tempo si sono palesati sempre più gravemente per varie ragioni tra cui quella forse più importante, il decadimento del processo depurativo che il povero bilancio economico dell'impianto stesso non riesce degnamente a contrastare.
Se non fossero intervenute, infatti, risorse finanziarie esterne al bilancio, l'impianto sarebbe ormai fermo da lungo tempo.
Come saprà, il decadimento del processo depurativo compromette la fase finale del ciclo depurativo fondata sullo spargimento delle acque di risulta su terreni ad uso agricolo.
Tali acque hanno ormai un tenore di azoto eccessivo per permetterne lo spargimento e nelle aree agricole in cui lo stesso è stato forzato la fertilità è stata compromessa gravemente"


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