Il canile Animal House al completo

Il canile Animal House di Roberto Cofani dà ospitalità a più di 160 cani. Solo per darne una idea va precisato che Cofani tiene dentro il suo canile animali che provengono da Foligno, San Venanzo, otto comuni del Trasimeno e Castel Ritaldi. Per la Media Valle del Tevere questa è la situazione: 30 sono i cani di pertinenza del Comune di Marsciano, 25 del Comune di Todi, 11 di Massa Martana e 2 di Fratta Todina. Cofani ci spiega il meccanismo che va dalla segnalazione del randagio alla degenza nel canile. Si parte appunto da una segnalazione dei cittadini o delle autorità, alla Asl di competenza che manda un accalappiacani. Il cane viene portato al canile sanitario dove un veterinario Asl lo munisce di microchip, lo vaccina e provvede all'assistenza. Dopo una degenza l'animale viene messo, secondo categorie di indole, sesso, taglia ed età, insieme agli altri cani dentro l' Animal House. Un meccanismo relativamente semplice e che garantisce buoni risultati. Ma la situazione è arrivata al limite. Il canile non ha più posti liberi. Cofani ha anche mandato una lettera alle Asl dei Comuni con i quali lavora denunciando una mancanza di posti ricovero fin tanto che non verranno rilasciati i permessi per l'ampliamento del canile rifugio e del canile sanitario. Un bel problema che rischia di inceppare, come un cane che si morde la coda, il meccanismo della cattura. Cofani ci dice:
"Il nostro geometra presenterà entro novembre l'agibilità in Comune per le strutture già pronte ad accogliere altri 100 animali. Spero che le pratiche abbiano una permanenza breve negli uffici."
Il rischio è grande. Basti pensare che ogni cane randagio, e Cofani ne stima circa una ventina tra Todi e le zone limitrofe, è sotto la diretta responsabilità del sindaco del Comune. Nel solo 2008 a Todi sono stati 8 gli incidenti stradali causati da questi animali. Molto spesso è poi la pubblica amministrazione che deve risarcire i danni. Un altro grande problema è l'abbandono dei cani da caccia. Questi cani se non si comportano "a dovere" durante le giornate venatorie vengono abbandonati. Questa è la soluzione proposta da Cofani:
"Il Comune deve fare un censimento a macchia di leopardo prima dell'apertura della caccia così da evitare l'abbandono perché poi il padrone verrebbe comunque trovato e pagherebbe le conseguenze."
Va detto, ad onor del vero, che durante il 2009 i Nas sono venuti tre volte a controllare il canile e oltre a non riscontrare nulla di illegale o non conforme hanno rilevato un' ottimo stato di salute e benessere degli animali e una struttura eccellente.


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