"Se il governo non erogherà gli euro necessari per l'allestimento, quest'anno TodiArteFestival non si potrà tenere."
Questo l'annuncio, trasformato forse in appello, del sindaco di Todi avvocato Antonino Ruggiano nel tentativo di spiegare le difficoltà economiche in cui versa il Comune. Difficoltà non dissimili da tante altre amministrazioni comunali, ma tali da non consentire lo svolgimento della massima manifestazione tuderte.
E la cosa ha il sapore ancora più amaro alla luce dei risultati dello scorso anno che Ruggiano, in coppia con Maurizio Costanzo, attuale direttore artistico, ha sciorinato a conclusione dell'edizione scorsa.
"Ottomila gli spettatori paganti, 250 artisti coinvolti con un ritorno di immagine sui media di altissimo livello - disse il direttore artistico - e con un budget risicato."
Il miracolo evidentemente non è stato ritenuto ripetibile.
Ma c'è di più perché Costanzo, in quella occasione, aveva già annunciato le date della prossima edizione che doveva avere una durata di undici giorni, dal 29 agosto all'8 settembre. Una sorta di ritorno in quelle che per anni erano state le date storiche.
Già perché dopo ventisette edizioni proprio di storia si può parlare soprattutto se si tratta di una manifestazione artistica.
La storia del Festival iniziò proprio nel 1983, ma con un altro nome. L'allora inventore, che ne divenne direttore artistico, Enzo Siciliano, noto scrittore, uomo di grande cultura, aveva battezzato la kermesse "Settimana tudertina" ed iniziò a far godere angoli suggestivi della città proponendo in scenari architettonici spettacoli di avanguardia.
La "Settimana" durò tre anni fino al 1986 per dare spazio poi al "Todi Festival" made in Silvano Spada. Un festival che ha conosciuto ben tredici edizioni e che ha avuto una grande fama in quanto, nei primi anni di svolgimento, Spada aveva indovinato la formula del lancio di nuovi attori e nuovi autori.
Poi 1997, l'anno del nuovo cambio al timone, a Spada subentra l'eclettica Simona Marchini, che dirigerà la barca fino al 2007 con produzioni anche di opere liriche.
Ora il sindaco teme la fine per mancanza di ossigeno! Certo è che per l'amministrazione Ruggiano si libererebbero un sacco di euro che vengono assegnati al Festival come contributo insieme a quello della Regione e dei privati che potrebbero consentire lo svolgimento di un certo numero di manifestazioni più piccole, già pronto dal 3 al 6 giugno ad esempio il TodiTangoFestival. Adesso tutti attendono il miracolo di "San" Costanzo (Maurizio), che non è il patrono di Perugia, ma potrebbe divenire quello di Todi.


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