Dopo decenni di silenzio torna alla ribalta il "rifugio". Per i marscianesi di una certa età il rifugio è quello che va da Porta Vecchia a via Piave. Durante la Seconda guerra mondiale era il luogo dove si rifugiavano i marscianesi per sfuggire ai bombardamenti degli Alleati. L'amministrazione comunale fa sapere che intende riappropriarsi del rifugio antiaereo che è "tra i beni demaniali che con il federalismo passeranno al comune".
A suscitare l'interesse della collettività è stato un recente servizio di Irene Ranieri per il programma "Marsciano7" andato in onda su Tef channel e il canale 921 di Sky. Lo stesso servizio, e un ampio "extra", è visibile sul sito www.marsciano7.it. L'amministrazione comunale, spiega in una nota, che "intende procedere, quanto prima, alla riattivazione e al recupero funzionale di un rifugio antiaereo, risalente alla seconda guerra mondiale, ubicato sotto il centro storico di Marsciano".
Il rifugio, come si legge in un documento dell'epoca, fu costruito su iniziativa comunale. Si tratta di una galleria in muratura di mattoni che, in sotterraneo, conduce da via Porta Vecchia a via Piave, per una lunghezza complessiva di circa 160 metri". L'ingresso che si apre di fianco a Porta Vecchia è stato anche teatro della morte di Aurelio "Marchino" Fabbri il 16 giugno del 1944.
Marchino era all'interno del rifugio, così raccontano, è sentendo degli spari uscì per vedere da dove venivano. Appena fuori fu colpito dai tedeschi che stavano risalendo il Nestore incalzati dall'arrivo degli Alleati. Fu anche il giorno in cui, sempre dai tedeschi, venne ucciso sulla porta di casa, davanti alla madre, il ventenne Giovanni "Giannino" Volpi. A riportare l'attenzione sul rifugio è stata, recentemente, anche la sezione marscianese dell'Anpi, facendo proprie le richieste di alcuni cittadini per la riattivazione all'uso pubblico del luogo dove tanti marscianesi hanno passato giorni d'angoscia. Vista la possibilità offerta dalla legge, la giunta municipale ha stabilito di inserire anche questo ex-rifugio tra i beni che passeranno dal demanio statale al patrimonio comunale. "Si tratta - spiega il sindaco Alfio Todini - di un passaggio molto importante con il quale intendiamo restituire ai marscianesi un luogo che è parte della nostra memoria collettiva. Appena possibile interverremo con opportune opere manutentive per farne uno degli spazi di riferimento delle iniziative culturali marscianesi. Sarà inoltre interessante anche attivare momenti di documentazione e di studio sulla storia della costruzione e dell'utilizzo di questo rifugio".


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