Citerna e Deruta: l'importante legame che tiene uniti questi due antichi borghi è stato reso noto grazie alla mostra mercato della ceramica contemporanea denominato 'Terra Citernae'.
E' proprio da questo luogo che proviene, infatti, l'argilla usata d agli artigiani ceramisti derutesi.
"La cava di Fanghille, la cui argilla risulta tra le più pregiate per la lavorazione ceramicola nazionale e internazionale - si legge nella locandina della mostra - ha offerto agli artisti una materia indispensabile estratta e lavorata proprio a Citerna".
Forte, quindi, il legame che unisce la città della ceramica a questo piccolo borgo che domina l'alta valle del Tevere e che, seppur indirettamente, ha contribuito a rendere importante il nome di Deruta.
Ed è sulla base di questo antico legame che si spiega la collaborazione e la presenza di Deruta e degli artigiani che, per tutta la durata della manifestazione, saranno presenti a Citerna con degli stand e potranno esibire le proprie produzioni sottoponendole all'occhio critico dei tanti visitatori che hanno affollato e che continuano a visitare l'esposizione.
"Per noi - dicono gli artigiani derutesi - la partecipazione a queste manifestazioni è di vitale importanza, sia per contribuire a rendere alto e ancora più importante il nome di Deruta, sia per cercare di avvicinare quante più persone possibili alla nostra produzione".
L'obiettivo che si propone questa mostra è quello di far riscoprire il valore di una tradizione ancora viva e quello di offrire una testimonianza tangibile della potenzialità della ceramica.
"La partecipazione a manifestazioni di questo genere - continuano gli artigiani - ci garantisce una vetrina importante capace di dare visibilità alla nostra attività e alle nostre produzioni e ci consente di creare contatti e legami significativi con potenziali clienti o eventuali appassionati e studiosi".
La presenza della città della ceramica se da un lato ha consentito agli artigiani derutesi di esibire i propri prodotti, dall'altro ha consentito a Citerna di affiancare il suo nome a uno dei centri più importanti e significativi nel campo della ceramica artistica tradizionale italiana e mondiale.
Un intero paese, quindi, che per quindici giorni è diventato la sede delle botteghe artigiane offrendo un connubio tra passato e presente e regalando ai visitatori continue dimostrazioni dal vivo della manipolazione al tornio, della decorazione e della lavorazione del raku il tutto anche grazie alla presenza di alcuni artigiani derutesi.

Francesca Spaccini dal Corriere dell'Umbria


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