Il Centro storico perde 54 negozi

Nel centro storico hanno chiuso i battenti 54 punti vendita. Una situazione allarmante al punto da spingere il presidente di Ascom, Prosperi ad affermare: "Siamo noi i veri precari". Secondo i dati forniti dall'ufficio Commercio del Comune di Todi, nel 2010 sono state nove le nuove aperture e quattro le chiusure definitive, con un bilancio quindi positivo. Sempre in base ai dati del Municipio, tuttavia, oggi in centro sarebbero aperti 55 esercizi commerciali cioè esattamente lo stesso numero dei locali che secondo l'associazione commercianti sono chiusi. Ad uscire da questo raffronto, quindi, è di certo una realtà non troppo positiva, come conferma il presidente dell'Ascom Roberto Prosperi.
"Le attività chiuse da via Angelo Cortesi fino a porta Roma, facendo il giro per le vie del centro, sono ben 54 - dichiara - Il momento quindi è molto particolare e anche se è indiscutibile che questo fenomeno è ormai presente da diversi anni, il fatto che la città, dal punto di vista del commercio, nell'ultimo anno abbia retto un po' meglio di altre non può dare adito a nessuno di dire che le cose vanno bene. Oggi - continua il presidente Ascom, che è anche membro del consiglio della Camera di commercio di Perugia - i veri precari siamo noi che dobbiamo combattere ogni giorno per difendere la nostra attività e ovviamente non solo a Todi, ma dappertutto, basta guardare cosa sta succedendo a Perugia e a Città di Castello in questi giorni. Quello che chiediamo, quindi, è quantomeno di non essere penalizzati."
Il riferimento è alla possibilità, più volte emersa anche di recente, di attivare il varco elettronico della Consolazione anche per multare, da sempre avversata dall'Ascom, e, in generale, ad una gestione più morbida della chiusura del centro al traffico.
"In una città come Todi- spiega Prosperi - c'è l'esigenza di chiudere in pochissime giornate come quella di Pasqua, del Primo maggio e in qualche week end di giugno e di settembre. Per il resto non c'è bisogno e tanto meno serve attivare il varco elettronico. Basterebbe un vigile, magari specializzato in lingue, che stia alla Consolazione e dia informazioni a chi ne ha bisogno e non appostato dietro la curva delle Cerquette pronto a multare chi, impavido, si è avventurato in centro a traffico chiuso magari con 14 gradi di temperatura esterna - chiosa Prosperi - Se praticamente tutte le associazioni di categoria commerciali sono contrarie al varco elettronico ci sarà un motivo. Basta guardare cosa è successo a Perugia dove del centro storico ormai si parla solo per il grado di delinquenza che vi si registra. É bene tenere presente che quando si spengono le vetri ne le città rischiano di cadere in mano alla criminalità."


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