Lo chiamano il paese a forma di cuore, per la sua particolare conformazione, sulla cima di una collina, ma anche per la serenità che ispira con i suoi ritmi lenti e rilassati.
Monte Castello di Vibio è considerato uno dei borghi più belli d'Italia e città slow per eccellenza. Al suo interno, nel bel centro medievale, conserva e custodisce un gioiellino unico, senza paragoni: il teatro della Concordia, conosciuto universalmente come il “teatro più piccolo del mondo” con i suoi 99 posti tra palchi e platea, una storia ricca di aneddoti, di personaggi famosi, di episodi singolari, e una fama che ha superato i confini nazionali grazie a servizi sulle tv di mezzo mondo, a tesi di laurea e commenti entusiastici di vip e celebrità.
Una visita al teatrino, del resto, è sufficiente per intuirne la singolarità e lo splendore: perfettamente funzionante, con tutti i comfort di una grande teatro, è la testimonianza fedelissima di un teatro settecentesco all'italiana o goldoniano.
Dal 1993, quando ha riaperto dopo lunghi lavori di restauro, è gestito dalla “Società del Teatro della Concordia” che l'ha organizzato con l'idea di farne il “Teatro del week-end”.
Vale a dire una tappa turistico-culturale quasi obbligata per chi viene da queste parti (a oggi ha superato i 100mila visitatori) con un pacchetto che comprende la visita in teatro, una cena tipica con i sapori della cucina contadina, il pernottamento e la prima colazione in agriturismo o in albergo.

C'è anche una stagione che spazia dalla prosa alla lirica, dall'operetta al jazz e il teatro è usato pure per meeting, convegni e matrimoni con rito civile. La sua nascita risale al 1808 quando nove famiglie illustri del paese unirono forze e risorse per costruire un luogo di divertimenti e riunioni (c'era anche un caffè-salotto).
Il teatro, si legge in un documento dell'epoca, “venne costruito piccolo, a misura del suo paese” e nel 1892 venne affrescato dal giovane pittore Luigi Agretti, appena quattordicenne, che si trovava in vacanza a Monte Castello proveniente da La Spezia, ma era figlio di un perugino, Cesare, che già aveva realizzato le decorazioni del telone e dei fondali del Teatro.
Nel 1951 è stato chiuso per inagibilità, trent'anni dopo il Comune ha dato il via all'esproprio e al progetto per gli interventi di restauro. Nel '93, dopo sette anni di lavori, il teatro, tornato all'antico splendore, ha riaperto i battenti. L'avventura arriva fino a oggi con il palcoscenico ormai famoso e celebrato, punto di forza e di attrazione di un paese che ha creato una formula vincente: quella della vacanza natura anti-stress tra le dolci colline umbre. Vedere per credere.

 

Distanze & Notizie Utili
Come arrivarci da Perugia (distanza dà circa 45 chilometri). Si arriva a Ponte San Giovanni e si entra nella E45 direzione Roma. Prendere poi l'uscita per Fratta Todina - Monte Castello Vibio verso Fratta Todina/Monte Castello, proseguire dritto per 4 chilometri, poi svoltare a sinistra verso Via Gente Vibia, proseguire dritto sulla via e svoltare a sinistra. Dopo 100 metri sì arriva a Monte Castello di Vibio, sulla sommità di un colte a 442 metri di attitudine.

Come Arrivarci da Terni (distanza 51 chilometri). Prendere il raccordo direzione Roma Firenze e successivamente immettersi sullo svincolo della E45 direzione Perugia/Cesena. Prendere l'uscita per Fratta Todina / Monte Castello e proseguire per Via Gente Vibia.

Cosa fare.
Il Teatro detta Concordia è aperto tutto l'anno con diversi orari di vista. Le informazioni sono sul sito www.teatropiccoto.it e in particolare c'è uno speciale turistico per il week-end che comprende la visita in teatro, una cena con i sapori detta tipica cucina contadina umbra e il pernottamento in agriturismo o in albergo. Il Teatro è aperto il sabato, la domenica e i festivi (e anche oggi) dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19 e tutti i giorni di luglio e agosto e dal 25 dicembre al 6 gennaio.
In altri giorni su appuntamento telefonando a 7518780737. Il Teatro della Concordia sorge nel centro di Monte Castello di Vibio é celebre in tutto il mondo e dal 1993 è stato visitato da oltre 100mila persone

Sofia Coletti
La Nazione Venerdì 26 Aprile 2013


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