Ormai da anni il turismo è il volano dell'economia tuderte.
Fino ad ora ha tenuto il passo ed anzi va detto che è andata meglio del previsto visto che la città di Jacopone è una delle poche realtà della nostra regione ad essere cresciuta sia negli arrivi che nelle partenze. Ma, soprattutto ora che questo comparto rischia di risentire della congiuntura economica è necessario lavorare con la fantasia e cercare soluzioni innovative per non perdere il passo. Todi non è restata a guardare e grazie al genio ed alla passione del presidente del Tennis Club, Marcello Marchesini, ha imboccato, con decisione, la strada del turismo sportivo.
Tutto comincia con gli Internazionali di Tennis che quest'anno saranno arricchiti dagli stage di tennis di Corrado Barazzutti e dai camp di basket di Valerio Bianchini (ex allenatore della nazionale italiana).
Eventi e nomi prestigiosi per una variegata offerta che permette alla nostra città di essere una realtà di primo piano nel settore del turismo sportivo. Todi, già conosciuta in Italia e nel mondo per le sue bellezze artistico-paesaggistiche si arricchisce insomma di una ulteriore attrattiva.
Il prossimo anno l'offerta sarà completata da corsi, sempre di alto livello, riguardanti il volley ed il nuoto. Il turismo sportivo è in continuo sviluppo e rappresenta oggi una vera e propria risorsa per il marketing, senza contare che è anche un efficace veicolo di promozione del territorio.
Un circolo virtuoso che crea occupazione, ricchezza e riqualificazione di luoghi e strutture, con conseguente beneficio per l'intera collettività.
Valorizzare le attività di turismo sportivo permette anche di estendere la stagione turistica tradizionale, attrarre nuovi flussi di visitatori, creare o consolidare un'immagine favorevole del territorio.
Lo sport non è solo un accessorio ma spesso diviene l'obbiettivo stesso del turismo, in una concezione che va oltre le tradizionali settimane bianche o gli sport del mare.
Una recente indagine condotta dall'Osservatorio Econstat evidenzia il valore rappresentato dai viaggi dedicati allo sport, sia per praticare (73% dei casi), sia per assistere ad eventi (16% dei casi) o per accompagnare familiari (11%). Questo mercato genera annualmente circa 11 milioni di viaggi e comporta soggiorni per 60 milioni di notti.
In Italia una persona su 4 sceglie la meta delle proprie vacanze in virtù dell'offerta sportiva.
Per questa serie di motivi il Progetto di Todi può rappresentare un autentico volano per il turismo del "Cuore Verde d'Italia"
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giovedì 2 aprile 2009
mercoledì 1 aprile 2009
Eccoci a Todi antiquaria 2009 10 - 19 aprile
Todi Antiquaria 2009
Siamo ormai alla vigilia della quarantunesima edizione della Rassegna Antiquaria d'Italia, che si svolgerà dal 10 al 19 aprile, al palazzo del Vignola di Todi, rispettando una tradizione che la fa ritenere per certi versi unica.
Gli stand di Todi Antiquaria saranno quarantuno, uno in più rispetto alle precedenti edizioni e si è ulteriormente alzato il livello dei protagonisti, provenienti da ogni parte d'Italia ed uno anche dal Belgio.
Nessun commento, almeno ufficiale, sulla polemica politica legata ad un aumento del contributo da parte del Comune.
In ogni caso una certa amarezza, soprattutto da parte del Presidente di Epta, Roberto Prosperi, traspare e si può capirlo visto che il contributo dell'amministrazione riesce a coprire poco più del 10% dell'intero costo della rassegna.
Siamo ormai alla vigilia della quarantunesima edizione della Rassegna Antiquaria d'Italia, che si svolgerà dal 10 al 19 aprile, al palazzo del Vignola di Todi, rispettando una tradizione che la fa ritenere per certi versi unica.
Gli stand di Todi Antiquaria saranno quarantuno, uno in più rispetto alle precedenti edizioni e si è ulteriormente alzato il livello dei protagonisti, provenienti da ogni parte d'Italia ed uno anche dal Belgio.
"Quest'anno - ci dice il firettore di Epta, la società della Confcommercio che organizza la Rassegna ormai da quattro anni - ci sono state delle difficoltà legate alla situazione congiunturale, che non poteva non colpire anche il settore antiquario.Chiediamo a Giorgio Menichini anche una previsione sul giro di affari che riuscirà a movimentare la Rassegna:
Però noi abbiamo dei vantaggi: avere solo una quarantina di stand e questo ci permette di selezionare gli espositori, la tradizione ormai consolidata e l'unicità del contenitore.
Anche quest'anno ci saranno tre mostre che affiancheranno la rassegna e che ci permetteranno di coprire un arco temporale che va dal 1500 ai giorni nostri.
Oltre alla rassegna ci sarà infatti: "L'Italia in punta di pennello", una mostra di pittura dell'800 che proporrà i paesaggi della "Bella Italia", una mostra grafica del '900 che comprenderà, fra l'altro, 40 opere di Picasso ed infine per il contemporaneo la preziosa mostra del Cashmere, con alcune delle più prestigiose aziende italiane che trattano questo prezioso filato."
Le tre mostre parallele alla rassegna saranno ospitate: la pittura dalla sala delle Pietre dei Palazzi Comunali, la grafica dalla chiesa della Nunziatina ed il cashmere dal monastero delle Lucrezie.
"Difficile fare previsioni - dice - perché la crisi c'è ed interessa ogni settore, però ritengo che investire sull'antiquariato di qualità possa essere, proprio nel momento attuale, un ottimo affare."Un'altra novità di questa edizione della Rassegna Antiquaria è costituita dalla presenza di uno sponsor di grande prestigio: l'Audi, che nell'occasione presenterà la sua ultima creatura: la a 5 Cabrio.
Nessun commento, almeno ufficiale, sulla polemica politica legata ad un aumento del contributo da parte del Comune.
In ogni caso una certa amarezza, soprattutto da parte del Presidente di Epta, Roberto Prosperi, traspare e si può capirlo visto che il contributo dell'amministrazione riesce a coprire poco più del 10% dell'intero costo della rassegna.
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lunedì 16 marzo 2009
Un agriturismo a Todi ... se non sai scegliere fra gli agriturismi dell'Umbria,vieni a Todi!
Agriturismo a Todi
Se siete alla ricerca di un agriturismo in Umbria, concentrare la vostra ricerca verso un agriturismo a Todi è una buona scelta.
Il perchè è presto detto:
- Todi e la sua campagna sono praticamente al centro dell'Umbria e quindi permettono di raggiungere in un attimo tutte le maggiori città d'arte come Orvieto, Perugia ed Assisi
- La valle che va verso Orvieto lungo il Lago di Corbara ed in genere la campagna intorno Todi sono fra le più belle e rilassanti dell'intera Umbria
- Todi stessa offre diverse attrattive turistiche racchiuse nel suo pregevole centro storico a cominciare dalla Piazza del Popolo e le chiese di San Fortunato, il Duomo e il Tempio di Santa Maria della Consolazione.
Tutti gli agriturismo di Todi hanno ormai standard qualitativi elevati grazie ad un turismo che negli anni ha sempre premiato quest'angolo di Umbria.
In Primavera ed Estate, ma anche negli Autunni più miti, troverete maneggi per chi ama l'equitazione, mountain bike per gli sportivi, itinerari per il trekking sui Monti Martani piscine dove rilassarvi e abbronzarvi.
E poi ogni agriturismo che si rispetti, direttamente dalla propria azienda agricola, vi offrirà prodotti genuini, dai sapori unici che vi faranno riconciliare con la buona tavola.
Vino e olio extra vergine di oliva, ma anche miele, pasta fatta in casa, dolci tipici umbri, cacciagione, arrosti, la cucina non sarà un problema se sceglierete per le vostre vacanze un agriturismo nella zona di Todi.
Di seguito vi proponiamo un elenco degli agriturismo e ne localizziamo anche alcuni sulla mappa geografica.
Se volete poi potete usare il nostro form rapido per inviare richieste di informazioni o preventivi direttamente e solo alle strutture che selezionerete.
Potrete così risparmiare tempo ed avere preventivi su misura delle vostre esigenze.
Quindi speriamo di vedervi presto in Umbria, in particolare nella zona di Todi e magari a godervi un bel soggiorno in un agriturismo di Todi, Massa Martana, Marsciano o Deruta.
Ed ecco anche un elenco con tanto di numeri di telefono degli agriturismo di Todi se preferite contattarli così.
Agriturismo Montemenardo Todi fr.Pesciano
tel: 075 8942124, 075 8945903, 328 7324476
fax:075 8949721
Roccafiore Todi 40, vocabolo Collina
tel: 075 8942416
fax:075 8948754
Agriturismo di Cordigliano Todi 17, fraz.Cordigliano
tel: 075 8947775, 348 3839056
Borgo Bianchini - il Borgo di Cordigliano srl Todi vocabolo Canonica
tel: 075 8947551
fax:075 8947522
Country house entropia Todi 6, via loreto
tel: 0758852249
fax:02700512959
Agriturismo Borgo Montecucco Di Capogrossi Paola Agriturismo Todi 203, Località Ponte Rio
tel: 075 8987620
Agriturismo Casale Dei Frontini Trippetta Corrado Ilci 12, Frazione Frontignano
tel: 075 8852174
Agriturismo La Mela Di Elena Filippetti Todi 1, Frazione Collevalenza
tel: 075 887210
Cantina Franco Todini Agricola Todini S.r.l.
Agrovinicola Turistico Venatoria Todi Frazione Collevalenza
tel: 075 887122
fax:075 887231
Ciccone Mariantonietta Ilci Località Castello
tel: 075 8852142
Ciccone Mariantonietta Operatrice Agroturistica Todi 16, Vocabolo Poggio
tel: 075 8852408
Entropia Di Lavadera Biagio Lubrano S.a.s.
Todi Vocabolo Casella
tel: 075 8852249
Il Borgo Dell'Antico Gelso Soc Semplice Todi 8, Piazza Del Popolo
tel: 075 8949427
Morghetti Candida Tenuta San Rocco Azienda Agrituristica e Vitivinicola Azienda Agraria S.Rocco Todi
14, Vocabolo S.Rocco
tel: 075 8980971
Rosset Berenholc Marie Christine Pesciano 17, Strada Vicinale Del Piano
tel: 075 8947073
Tra Cielo e Terra Di Giancarla Mazzon Frontignano 44, Vocabolo Orto
tel: 075 8852567
Villa Sobrano Residenza D'Epoca Di Vizzino Lidia Rosceto 32, Vocabolo Sobrano
tel 075887515
cell. 3288411871
sabato 28 febbraio 2009
Rassegna Antiquaria d'Italia 10-19 Aprile 2009
Primavera Tuderte
Rassegna Antiquaria d'Italia XLI Edizione Todi
Palazzo Landi Corradi 10-19
Aprile 2009
Rassegna Antiquaria d'Italia XLI Edizione Todi
Palazzo Landi Corradi 10-19
Aprile 2009
Quattro grandi eventi, quattro storiche location, un unico biglietto. All'interno delle iniziative culturali, promosse dalla Primavera Tuderte, dal 10 al 19 aprile 2009 torna l'atteso appuntamento con la Rassegna Antiquaria d'Italia, tra le più antiche e prestigiose mostre d'antiquariato nazionali. L'evento clou di questa 41sima edizione si tiene a Palazzo Landi Corradi, storico edificio che sorge nel cuore del borgo medievale di Todi. Una selezionata cerchia di gallerie antiquarie italiane porteranno in mostra mobili di pregio, dipinti antichi, argenti, sculture lignee, tessuti, tappeti, arazzi di elevato valore e ceramiche arcaiche per accompagnare collezionisti, esperti, ma anche semplicemente appassionati, in un affascinante viaggio tra le meraviglie del nostro patrimonio artistico e culturale. Parallelamente alla mostra mercato, anche tre iniziative collaterali che prenderanno vita nelle sale di Palazzo del Popolo, della Chiesa dell'Annunziatina e del Monastero delle Lucrezie: "Il Segno" L'imprimatur dei grandi Maestri di arte moderna: Picasso, De Chirico e Marini. In esposizione circa 40 opere originali di grafica antica dei grandi maestri. "Il cashmere" Le migliori collezioni moda del più pregiato dei filati. Percorsi storici, showroom e serate a tema dedicati alla maestria delle rinomate produzioni umbre di cashmere.
"Grand tour – La pittura del Paesaggio."La luce e i colori della bell'Italia rivivono nelle opere e nei souvenir dell'800 napoletano, romano e toscano. Con biglietto unico, sarà possibile visitare tutti i quattro percorsi, che restano aperti al pubblico nei giorni feriali dalle ore 15 alle 20, mentre nei festivi e prefestivi dalle 10 alle 20.
Rassegna Antiquaria d'Italia
Dal 10 al 19 aprile 2009 a Palazzo Landi Corradi di Todi
Dal 10 al 19 aprile 2009 a Palazzo Landi Corradi di Todi
Rassegna antiquaria d'Italia a Todi: dal 10 al 19 aprile 2009, nell'ambito delle iniziative culturali promosse dalla Primavera Tuderte, torna l'atteso appuntamento con la Rassegna Antiquaria d'Italia, una tra le più antiche e prestigiose mostre d'antiquariato nazionali, la cui XLI edizione si tiene a Palazzo Landi Corradi, storico edificio che sorge nel cuore del borgo medievale di Todi.
Una selezione di prestigiose gallerie antiquarie italiane porteranno in mostra mobili di pregio, dipinti antichi, argenti, sculture lignee, tessuti, tappeti, arazzi di elevato valore e ceramiche arcaiche per accompagnare collezionisti, esperti, ma anche semplicemente appassionati, in un affascinante viaggio tra le meraviglie del nostro patrimonio artistico e culturale.
Parallelamente alla mostra mercato, prenderanno vita altre tre iniziative collaterali in tre splendide location nel centro storico di Todi:
"Il Segno" L'imprimatur dei grandi Maestri di arte moderna: Picasso, De Chirico e Marini.
In esposizione circa 40 opere originali di grafica antica dei grandi maestri nella Chiesa della Nunziatina "Il cashmere" Le migliori collezioni moda del più pregiato dei filati.
Percorsi storici, showroom e serate a tema dedicati alla maestria delle rinomate produzioni umbre di cashmere in esposizione nel Monastero delle Lucrezie "L'Italia in punta di pennello – La pittura dell'800."La luce e i colori dei paesaggi italiani rivivono nelle opere dei pittori italiani e degli stranieri nell' 800 esposte nella Sala delle Pietre di Palazzo del Popolo
Biglietto di ingresso unico: € 10,00
valido per i quattro eventi della Primavera Tuderte 2009
Orario di apertura esposizioni:
giorni feriali: dalle 15,00 alle 20,0
giorni festivi e prefestivi: dalle 10,00 alle 20,00.
www.rassegnaantiquariaditalia.it
Museo Pinacoteca di Todi
www.sistemamuseo.it
Per informazioni turistiche:
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comprensorio Tuderte
Piazza del Popolo, 38-39 - 06059 Todi (Pg)
Tel.075.8956227 - 075.8942526 - 075.8945416
info@iat.todi.pg.it
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martedì 27 gennaio 2009
La Festa di Facebook: Global party Facebook Umbria al Matrioska di Deruta
Crescono di giorno in giorno, anzi, di minuto in minuto, come i tempi del web impongono. Gli iscritti umbri a Facebook sono ormai tantissimi, divisi tra chi si esercita in quiz di lingua perugina e chi si schiera a favore o contro il minimetrò.
Ora, però, è ufficiale: per i patiti umbri del social network più famoso del mondo arriva la prima festa.
Anzi, il primo "Global party Facebook Umbria", il raduno fatto dagli utenti per gli utenti di Facebook residenti nella regione Umbria.
Si tratta del primo di una lunga serie di eventi, come assicurano gli organizzatori, "creati per conoscerci e per raccogliere fondi per scopi assistenziali."Il raduno dei fedelissimi del social network si terrà nei locali della discoteca Matrioska di Deruta, in località S.Angelo di Celle.
Ad animare la serata un gruppo che farà musica dal vivo, di tutti i generi ,da quella italiana a quella house, alla dance, alla pop, passando per l' hip hop.
Gli organizzatori del party distribuiranno gadget e stamperanno sul luogo le foto dell'evento, per avere un ricordo indelebile della serata.
Parte del ricavato della festa, assicura dalla sua pagina Filippo Mastoro, il fondatore del gruppo "Facebook Umbria", sarà devoluto per scopi benefici a un istituto sanitario della regione.
La festa che si terrà il 7 febbraio è la prima del suo genere in terra umbra e arriva in seguito ai "party" tenutisi a Napoli, Torino e Roma.
Il frequentatore medio di questo tipo di feste è giovane ma non giovanissimo, si tratta infatti soprattutto di trentenni, ma ci sono anche studenti, professionisti, impiegati.
Un popolo, questo, che animerà anche la nottata umbra del 7 febbraio, che trasformerà un forum virtuale in una serata "in carne ed ossa".
Ora, però, è ufficiale: per i patiti umbri del social network più famoso del mondo arriva la prima festa.
Anzi, il primo "Global party Facebook Umbria", il raduno fatto dagli utenti per gli utenti di Facebook residenti nella regione Umbria.
Si tratta del primo di una lunga serie di eventi, come assicurano gli organizzatori, "creati per conoscerci e per raccogliere fondi per scopi assistenziali."Il raduno dei fedelissimi del social network si terrà nei locali della discoteca Matrioska di Deruta, in località S.Angelo di Celle.
Ad animare la serata un gruppo che farà musica dal vivo, di tutti i generi ,da quella italiana a quella house, alla dance, alla pop, passando per l' hip hop.
Gli organizzatori del party distribuiranno gadget e stamperanno sul luogo le foto dell'evento, per avere un ricordo indelebile della serata.
Parte del ricavato della festa, assicura dalla sua pagina Filippo Mastoro, il fondatore del gruppo "Facebook Umbria", sarà devoluto per scopi benefici a un istituto sanitario della regione.
La festa che si terrà il 7 febbraio è la prima del suo genere in terra umbra e arriva in seguito ai "party" tenutisi a Napoli, Torino e Roma.
Il frequentatore medio di questo tipo di feste è giovane ma non giovanissimo, si tratta infatti soprattutto di trentenni, ma ci sono anche studenti, professionisti, impiegati.
Un popolo, questo, che animerà anche la nottata umbra del 7 febbraio, che trasformerà un forum virtuale in una serata "in carne ed ossa".
giovedì 8 gennaio 2009
A Todi siamo in più
La popolazione tuderte, da due anni a questa parte, è in crescita.
Dal 2001 quando si era raggiunto un minimo storico (16.704), saliti di poco nell'anno successivo a 16.821, si era arrivati a superare quota 17 mila nel 2004 (17.075) ma due anni dopo si era nuovamente scesi a 16.929.
Dal 2007 però la crescita della popolazione è stata costante, arrivando in quell'anno a 17.159 e poi salendo ancora nel 2008 a 17.282.
Piuttosto costante la differenza fra i due sessi quasi sempre sopra alle 400 unità, ed anche il 2008 non ha fatto eccezione con 8.400 uomini e 8.882 donne.
Molto interessante il dato riguardante l'età, visto che, malgrado in numero crescente di stranieri, in gran parte giovani, l'invecchiamento progressivo della popolazione sembra inarrestabile.
I tuderti da zero a sei anni sono 901, e diventano 2616 fino ai 18 anni.
In questa fascia di età prevale il cosiddetto sesso forte con 1346 ragazzi contro 1270 ragazze.
I tuderti che vanno dai 18 ai 40 anni sono 4518 di cui 2.319 maschi e 2199 donne.
I tuderti che hanno un'età compresa fra i 40 ed i 60 anni sono invece 4753 ed in questa fascia di età c'è il primo sorpasso fra i due sessi con 2347 uomini e 2406 donne.
Nel complesso i tuderti che vanno dai zero ai sessanta anni sono 11.887.
I tuderti fra i 60 e gli 80 anni sono 4.079 con netta prevalenza del gentil sesso: le donne sono infatti 2.173 contro i 1906 maschi.
Infine gli ultraottantenni, quota decisamente auspicabile non sono pochi visto che toccano quota 1.316, non lontano dal 10% della intera popolazione.
In questa ultima fascia, secondo tradizione, le donne sono in larga maggioranza 826 contro i 490 maschi.
Quindi se è vero che anche a Todi per un uomo ci sono due donne, ma questo solo dopo gli ottanta anni.
Ultima annotazione riguarda i centenari che sono in tutto 8, dei quali 4 hanno esattamente 100 anni (un uomo e tre donne), tre hanno 101 anni (due uomini ed una donna) ed il tuderte più vecchio al 31/12/2008 ha 102 anni, e come consolazione sul fronte della longevità per il sesso forte: è maschio.
Altro dato importante emerso dall'ufficio anagrafe riguarda la popolazione residente nelle 37 frazioni che nel complesso è di 11.308 persone, il che porta a quantificare in 5974 persone quelle che vivono nel cosiddetto centro storico.
Una cifra solo inaspettatamente importante perché queste quasi seimila persone non comprendono solo quelle residenti all'interno delle mura urbiche ma anche quelle delle cosiddetta periferia come il popoloso rione di Cappuccini.
Per quanto riguarda le frazioni la popolazione residente è, in alcuni casi, poco più di quella di un condominio, ma vediamole in dettaglio: Loreto 123, Fiore 168, Pesciano 142, Cordigliano 59, Quadro 154, Crocefisso 1116, Canonica 178, Rosceto 135, Romazzano 69, Ilci 286, Pian di Porto 1761, Pian di San Martino 571, Ripaioli 210, Due Santi 405, Colvalenza 960, Casemasce 324, Pontecuti 477, Montemolino 218, San Damiano 104, Vasciano 368, Pantalla 1508, Cecanibbi 84, Porchiano 109, Chioano 175, Torrececcona 93, Monticello 56, Asproli 110, San Giorgio 415, Cacciano 96, Camerata 218, Montenero 94, Torregentile 103, Frontignano 126, Ficareto 60, Izzalini 168, Petroro 42 e Lorgnano 23.
Proprio Lorgano è la frazione meno popolata, mentre sono ben 10 quelle che non raggiungono i cento abitanti.
Infine un doveroso ringraziamento all'impiegata dell'Ufficio anagrafe Linda Vecchietti che ci ha messo a disposizione i dati.
Dal 2001 quando si era raggiunto un minimo storico (16.704), saliti di poco nell'anno successivo a 16.821, si era arrivati a superare quota 17 mila nel 2004 (17.075) ma due anni dopo si era nuovamente scesi a 16.929.
Dal 2007 però la crescita della popolazione è stata costante, arrivando in quell'anno a 17.159 e poi salendo ancora nel 2008 a 17.282.
Piuttosto costante la differenza fra i due sessi quasi sempre sopra alle 400 unità, ed anche il 2008 non ha fatto eccezione con 8.400 uomini e 8.882 donne.
Molto interessante il dato riguardante l'età, visto che, malgrado in numero crescente di stranieri, in gran parte giovani, l'invecchiamento progressivo della popolazione sembra inarrestabile.
I tuderti da zero a sei anni sono 901, e diventano 2616 fino ai 18 anni.
In questa fascia di età prevale il cosiddetto sesso forte con 1346 ragazzi contro 1270 ragazze.
I tuderti che vanno dai 18 ai 40 anni sono 4518 di cui 2.319 maschi e 2199 donne.
I tuderti che hanno un'età compresa fra i 40 ed i 60 anni sono invece 4753 ed in questa fascia di età c'è il primo sorpasso fra i due sessi con 2347 uomini e 2406 donne.
Nel complesso i tuderti che vanno dai zero ai sessanta anni sono 11.887.
I tuderti fra i 60 e gli 80 anni sono 4.079 con netta prevalenza del gentil sesso: le donne sono infatti 2.173 contro i 1906 maschi.
Infine gli ultraottantenni, quota decisamente auspicabile non sono pochi visto che toccano quota 1.316, non lontano dal 10% della intera popolazione.
In questa ultima fascia, secondo tradizione, le donne sono in larga maggioranza 826 contro i 490 maschi.
Quindi se è vero che anche a Todi per un uomo ci sono due donne, ma questo solo dopo gli ottanta anni.
Ultima annotazione riguarda i centenari che sono in tutto 8, dei quali 4 hanno esattamente 100 anni (un uomo e tre donne), tre hanno 101 anni (due uomini ed una donna) ed il tuderte più vecchio al 31/12/2008 ha 102 anni, e come consolazione sul fronte della longevità per il sesso forte: è maschio.
Altro dato importante emerso dall'ufficio anagrafe riguarda la popolazione residente nelle 37 frazioni che nel complesso è di 11.308 persone, il che porta a quantificare in 5974 persone quelle che vivono nel cosiddetto centro storico.
Una cifra solo inaspettatamente importante perché queste quasi seimila persone non comprendono solo quelle residenti all'interno delle mura urbiche ma anche quelle delle cosiddetta periferia come il popoloso rione di Cappuccini.
Per quanto riguarda le frazioni la popolazione residente è, in alcuni casi, poco più di quella di un condominio, ma vediamole in dettaglio: Loreto 123, Fiore 168, Pesciano 142, Cordigliano 59, Quadro 154, Crocefisso 1116, Canonica 178, Rosceto 135, Romazzano 69, Ilci 286, Pian di Porto 1761, Pian di San Martino 571, Ripaioli 210, Due Santi 405, Colvalenza 960, Casemasce 324, Pontecuti 477, Montemolino 218, San Damiano 104, Vasciano 368, Pantalla 1508, Cecanibbi 84, Porchiano 109, Chioano 175, Torrececcona 93, Monticello 56, Asproli 110, San Giorgio 415, Cacciano 96, Camerata 218, Montenero 94, Torregentile 103, Frontignano 126, Ficareto 60, Izzalini 168, Petroro 42 e Lorgnano 23.
Proprio Lorgano è la frazione meno popolata, mentre sono ben 10 quelle che non raggiungono i cento abitanti.
Infine un doveroso ringraziamento all'impiegata dell'Ufficio anagrafe Linda Vecchietti che ci ha messo a disposizione i dati.
mercoledì 26 novembre 2008
Una commissione sul biodigestore
Un ruscello di liquame che corre fino a un fosso che si getta nel torrente Genna. Lo hanno scoperto domenica mattina alcuni cittadini di San Valentino della Collina, che abitano al vocabolo Vallone.
Durante la notte una puzza più forte del solito li aveva allertati e al mattino hanno trovato il "colpevole".
Almeno secondo loro. Prendendo una traversa della strada vicinale che collega la provinciale al biodigestore di Olmeto, hanno notato che vicino a un pozzetto di rilancio, che "gestisce" l'invio dei liquami dalle stalle al biodiogestore, fuoriusciva liquido scuro che, formando un piccolo ruscello, finiva nel fosso a valle.
Fatta la scoperta hanno avvisato la polizia municipale e il Movimento per la qualità della vita. Rappresentanti dei quali sono giunti sul posto per verificare l'entità dell'accaduto. Sembra che la causa sia soprattutto nella rottura di un tubo poco distante dal pozzetto. Tubazione che trasporta liquami. Nella serata di domenica, sul posto è pure arrivata la polizia provinciale. Sui risultati delle indagini, nulla è stato detto. I rappresentanti del movimento raccontano anche che un caso simile si è verificato la domenica precedente a Olmeto.
Alle prime ore del mattino (circa le sei) alcuni hanno avvertito uno scoppio e poi la diffusione di una puzza insolita.
Lunedì sera, intanto, il consiglio comunale ha deciso come procedere per verificare lo stato della situazione relativa al biodigestore.
"Bocciata" l'idea di Proposta Marsciano di costituire una commissione specifica, allargata al Movimento per la qualità della vita e ad alcuni tecnici.
La commissione è stata costituita, ma mettendo insieme la Prima e la Seconda commissione permanente consiliare.
Sarà questa commissione che dovrà indicare la strada da seguire: ristrutturazione, ampliamento o chiusura del biodigestore.
Durante la notte una puzza più forte del solito li aveva allertati e al mattino hanno trovato il "colpevole".
Almeno secondo loro. Prendendo una traversa della strada vicinale che collega la provinciale al biodigestore di Olmeto, hanno notato che vicino a un pozzetto di rilancio, che "gestisce" l'invio dei liquami dalle stalle al biodiogestore, fuoriusciva liquido scuro che, formando un piccolo ruscello, finiva nel fosso a valle.
Fatta la scoperta hanno avvisato la polizia municipale e il Movimento per la qualità della vita. Rappresentanti dei quali sono giunti sul posto per verificare l'entità dell'accaduto. Sembra che la causa sia soprattutto nella rottura di un tubo poco distante dal pozzetto. Tubazione che trasporta liquami. Nella serata di domenica, sul posto è pure arrivata la polizia provinciale. Sui risultati delle indagini, nulla è stato detto. I rappresentanti del movimento raccontano anche che un caso simile si è verificato la domenica precedente a Olmeto.
Alle prime ore del mattino (circa le sei) alcuni hanno avvertito uno scoppio e poi la diffusione di una puzza insolita.
Lunedì sera, intanto, il consiglio comunale ha deciso come procedere per verificare lo stato della situazione relativa al biodigestore.
"Bocciata" l'idea di Proposta Marsciano di costituire una commissione specifica, allargata al Movimento per la qualità della vita e ad alcuni tecnici.
La commissione è stata costituita, ma mettendo insieme la Prima e la Seconda commissione permanente consiliare.
Sarà questa commissione che dovrà indicare la strada da seguire: ristrutturazione, ampliamento o chiusura del biodigestore.
lunedì 17 novembre 2008
A Todi servono più luoghi di incontro e mezzi pubblici
Cosa pensano i giovani tuderti della loro città? Come vivono le loro serate invernali? Per far luce, almeno in parte, sull'attuale situazione abbiamo intervistato otto tra ragazzi e ragazze, sia studenti di scuola superiore che universitari.
La popolazione giovanile, che contrariamente a quanto si pensa del binomio Todi e anziani, è invece numerosa e chiede una soluzione al problema della fuga dalla città per raggiungere Perugia e Terni.
Questi giovani non chiedono una "Todi da bere" ma semplicemente una rivalutazione di luoghi che già esistono ma che vanno potenziati con politiche giovanili adeguate e presenti, ma puntualmente disattese da anni.
Questi ragazzi non disprezzano Todi ma la amano nel profondo e come ci dice Valerio Guarente:
Un'altra ragione della staticità tuderte è insita nella sua natura di città culturale-turistica. Meglio quindi in una ottica di "vendita al turista" la costruzione di un parcheggio o di un ascensore, di per sè importantissimi, che l'apertura di "meeting-point" per i giovani del territorio.
Margherita Bececco si confida:
La popolazione giovanile, che contrariamente a quanto si pensa del binomio Todi e anziani, è invece numerosa e chiede una soluzione al problema della fuga dalla città per raggiungere Perugia e Terni.
Questi giovani non chiedono una "Todi da bere" ma semplicemente una rivalutazione di luoghi che già esistono ma che vanno potenziati con politiche giovanili adeguate e presenti, ma puntualmente disattese da anni.
Questi ragazzi non disprezzano Todi ma la amano nel profondo e come ci dice Valerio Guarente:
"Quando usciamo siamo costretti ad emigrare verso Perugia o Terni, e questo non è bello.Leonardo Scimmi senza remore ci spiega:
Così si abbandona la città, ma fino ad ora nessuno si è veramente impegnato per evitarlo. Credo che ci sia bisogno di eventi e qualche pub in centro."
"Non c'è niente da fare a Todi o si sta sotto i voltoni a girarsi le dita oppure si gira senza meta e si sente freddo.A ciò si aggiunge che l'unico locale è fuori città ed è raggiungibile solo con la macchina, questo crea non pochi problemi a chi ancora è senza patente.
Qualche locale forse allevierebbe questi problemi."
Un'altra ragione della staticità tuderte è insita nella sua natura di città culturale-turistica. Meglio quindi in una ottica di "vendita al turista" la costruzione di un parcheggio o di un ascensore, di per sè importantissimi, che l'apertura di "meeting-point" per i giovani del territorio.
Margherita Bececco si confida:
"Ci devono essere più mezzi di trasporto per i ragazzi che abitano nelle frazioni.Sofia Alleva critica duro:
Questa situazione va sanata insieme alla fuga dei giovani dal centro storico. É gravissimo perché chi evade dalla propria città poi non la conosce."
"La vita di sera è pari a nulla, in particolar modo d'inverno, dove si sta a sentire freddo e basta, non c'è neanche un locale dove si possono esibire saltuariamente i numerosissimi gruppi musicali di casa nostra."Stando alle parole di Veronica Padiglioni giovane liceale la città manca di attivismo e
"qualsiasi iniziativa viene bloccata.Stefano Trizza universitario da un anno è ormai rassegnato e ci dice:
É ormai da tempo che c'è questa situazione. L'unica discoteca che c'era ed era un buon punto di ritrovo, è stata chiusa. Non ci sono inoltre centri musicali, gruppi di incontri, abbiamo bisogno di spazi che purtroppo qui non esistono.
Bisogna spendere in politiche giovanili."
"Il cinema c'è ma non viene considerato e questo è un errore chi ha la macchina va a Perugia senza troppi problemi.Anche Gloria Marcelli non è soddisfatta di quello che offre Todi:
Il centro deve rinascere, il corso è un cimitero, sempre tutto spento."
"Ci sono pochissimi luoghi di ritrovo, anzi zero.Giacomo Troianiello crede in una rivalutazione di ciò che offre la città:
I ragazzi se ne vanno ed è un peccato. Abbiamo una delle piazze più belle d'Italia, bisogna far rivivere il centro storico."
"Ci sarebbero delle cose da fare come il teatro ma costano troppo.
Per noi studenti ci devono essere sconti. Io non mi lamento che Todi sia senza mete, ma piuttosto che quelle ci sono costano troppo."
mercoledì 12 novembre 2008
Lavori nel centro storico di Todi
Quando il sindaco Ruggiano ha affidato a Mario Epifani la delega per il controllo del decoro del centro storico, non sono mancate perplessità e critiche da parte delle forze politiche di opposizione.
Ma il consigliere comunale della Fiamma Tuderte, un artigiano in pensione, non ha perso tempo, si è rimboccato le maniche e ha cominciato a ispezionare ogni angolo del centro cittadino, segnalando scrupolosamente tutto quello che andava modificato.
L'inizio del lavoro è stato in realtà foriero di molte polemiche, visto che Mario Epifani, insieme a altri esponenti del centrodestra, ha preso vernice e pennelli e ha riverniciato i portoni del teatro comunale e poi ha riattivato la "Fontana della Rua", nella quale non c'era acqua ormai da anni.
Anche se non si può nascondere che l'accusa, mossa dal centrosinistra, di eccesso di esibizionismo non è campata in aria va sottolineato che la maggioranza della comunità tuderte ha apprezzato.
Il consigliere della Fiamma ha programmato tutta una serie di interventi, non mancando però di evidenziare che:
Sono state già contattate l'Enel e la Telecom per procedere all'eliminazione delle linee volanti, che si trovano in alcune zone della città.
Sostituzione dei discendenti dalle grondaie, ormai fatiscenti e sistemazione di vetrine e portoni, sia pubbliche che private, che versano in condizioni di degrado.
Sistemazione dell'area a ridosso di Porta Romana, dove era posizionata l'edicola e recupero delle fontane fuori Porta Perugina.
Necessario intervenire sugli intonaci fatiscenti di alcuni antichi palazzi e ripristinare quello di Porta Aurea.
Un progetto ambizioso è quello che prevede il rifacimento della pavimentazione del sagrato di San Fortunato.
Ci sono poi molti altri interventi minori fra i quali segnaliamo: il recupero della torre di via Termoli e nella stessa via l'eliminazione del lavatoio e la sistemazione della fontana sottostante alle mura.
Inoltre la sistemazione di alcuni tratti delle mura in via Abdon Menecali e la riattivazione di alcune fontanelle del centro storico, alcune risalenti ad alcuni secoli fa.
Considerando che ci sono almeno una trentina di altre segnalazioni l'impegno e sicuramente gravoso ma:
Ma il consigliere comunale della Fiamma Tuderte, un artigiano in pensione, non ha perso tempo, si è rimboccato le maniche e ha cominciato a ispezionare ogni angolo del centro cittadino, segnalando scrupolosamente tutto quello che andava modificato.
L'inizio del lavoro è stato in realtà foriero di molte polemiche, visto che Mario Epifani, insieme a altri esponenti del centrodestra, ha preso vernice e pennelli e ha riverniciato i portoni del teatro comunale e poi ha riattivato la "Fontana della Rua", nella quale non c'era acqua ormai da anni.
Anche se non si può nascondere che l'accusa, mossa dal centrosinistra, di eccesso di esibizionismo non è campata in aria va sottolineato che la maggioranza della comunità tuderte ha apprezzato.
Il consigliere della Fiamma ha programmato tutta una serie di interventi, non mancando però di evidenziare che:
"Ci sono pochi soldi per fare bene tutto quello che si dovrebbe.Nel dettaglio alcuni degli interventi che sono nel programma: sistemazione, con la collaborazione di vivaisti e fiorai, delle aree di verde pubblico, a cominciare dai giardini Oberdan ed eliminazione delle scritte che campeggiano in ogni parte del Parco della Rocca.
Spero di avere le risorse sufficienti, anche senza fare sprechi, perché un centro storico curato è fondamentale per una città a vocazione turistica come la nostra."
Sono state già contattate l'Enel e la Telecom per procedere all'eliminazione delle linee volanti, che si trovano in alcune zone della città.
Sostituzione dei discendenti dalle grondaie, ormai fatiscenti e sistemazione di vetrine e portoni, sia pubbliche che private, che versano in condizioni di degrado.
Sistemazione dell'area a ridosso di Porta Romana, dove era posizionata l'edicola e recupero delle fontane fuori Porta Perugina.
Necessario intervenire sugli intonaci fatiscenti di alcuni antichi palazzi e ripristinare quello di Porta Aurea.
Un progetto ambizioso è quello che prevede il rifacimento della pavimentazione del sagrato di San Fortunato.
Ci sono poi molti altri interventi minori fra i quali segnaliamo: il recupero della torre di via Termoli e nella stessa via l'eliminazione del lavatoio e la sistemazione della fontana sottostante alle mura.
Inoltre la sistemazione di alcuni tratti delle mura in via Abdon Menecali e la riattivazione di alcune fontanelle del centro storico, alcune risalenti ad alcuni secoli fa.
Considerando che ci sono almeno una trentina di altre segnalazioni l'impegno e sicuramente gravoso ma:
"Se ci saranno fondi adeguati - dice Epifani - qualche cosa di buono per il centro storico sarà fatto."
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giovedì 6 novembre 2008
Paolo Frongia, nuovo dirigente dell’agrario “Ciuffelli” racconta la “sua” scuola
Per la comunità tuderte l'Istituto tecnico agrario "A.Ciuffelli" non è una semplice scuola, seppur prestigiosa, ma una vera e propria istituzione.
Questo non solo perché è la scuola agraria più antica d'Italia ma soprattutto perché fa parte della storia della nostra città.
La struttura che oggi occupa è stata inizialmente un brefotrofio e diviene scuola nel 1864, prima come cattedra ambulante e poi come scuola per l'agricoltura, divenendo un istituto scolastico superiore nel 1933.
Anche per questo ogni cosa che accade in questo Istituto diviene una notizia, e non poteva sfuggire a questa regola l'insediamento del nuovo dirigente scolastico, Paolo Frongia, che subentra a Giovanni Ruggiano, andato in pensione per raggiunti limiti di età.
Abbiamo incontrato Paolo Frongia , un tuderte verace che è anche presidente dell'associazione Amici di Todi, nel suo ufficio e ci tiene subito a precisare che:
Questo non solo perché è la scuola agraria più antica d'Italia ma soprattutto perché fa parte della storia della nostra città.
La struttura che oggi occupa è stata inizialmente un brefotrofio e diviene scuola nel 1864, prima come cattedra ambulante e poi come scuola per l'agricoltura, divenendo un istituto scolastico superiore nel 1933.
Anche per questo ogni cosa che accade in questo Istituto diviene una notizia, e non poteva sfuggire a questa regola l'insediamento del nuovo dirigente scolastico, Paolo Frongia, che subentra a Giovanni Ruggiano, andato in pensione per raggiunti limiti di età.
Abbiamo incontrato Paolo Frongia , un tuderte verace che è anche presidente dell'associazione Amici di Todi, nel suo ufficio e ci tiene subito a precisare che:
"Sono qui per una mia scelta e non perché mi ci hanno mandato.Alla scuola agraria il nuovo dirigente scolastico è legato anche da ricordi giovanili, ci racconta che lui, al pianoforte, faceva parte di uno dei primi complessi musicali della nostra città, i Tuderti, e la prima esibizione ebbe luogo proprio nel teatrino dell'Istituto.
Avevo altre opzioni ma il richiamo della scuola agraria, così è stata chiamata da sempre dai tuderti, era troppo forte."
"L'aspetto straordinario di questa scuola, a cui molti tuderti sono legati anche sentimentalmente, è disporre di una struttura consolidata che è un mix ideale fra conoscenza e competenze.Sotto il profilo economico?
Una scuola unica nel suo genere visto che può vantare, oltre ad un convitto che ospita circa 100 studenti, anche un'azienda agraria.
Siamo l'unica scuola agraria d'Italia che può contare su terreni ideali per la sperimentazione e persino su una stalla, perfettamente funzionante."
"La situazione è complessivamente tranquilla, anche se sarebbero necessari alcuni interventi strutturali.Potete vantare anche delle sperimentazioni uniche per un Istituto scolastico.
C'è un archivio che dispone di documenti di assoluto valore storico, risalenti al 1864, che andrebbe ristrutturato ed informatizzato."
"Da citare c'è un orto botanico che contiene piante ed arbusti delle acque del Tevere, un frutteto nel quale si trovano piante in via di estinzione e l'ultima perla è il passito di Montecristo, un vino che come scuola non possiamo commercializzare, ma che è stato realizzato da tecnici di fama nazionale.Adesso la legge Gelmini rischia di provocare l'accorpamento di questo istituto.
Questa scuola, di cui mi onoro di essere dirigente, è un perfetto connubio fra teoria e pratica capace di evolversi continuamente, perché la didattica non ha mai un punto di arrivo."
"Al momento gli Istituti che hanno meno di 500 studenti debbono essere accorpati e noi, anche con l'Ipsia, siamo sui 470 e quindi corriamo questo rischio.
Comunque aspettiamo i decreti attuativi perché questa scuola ha delle peculiarità per certi versi uniche che non possono essere ignorate.
Piuttosto preoccupa la modifica dei piani orari. Si parla di 32 ore di lezione settimanali, compresi i laboratori ed alcuni dei nostri corsi ne prevedono 40.
Un ridimensionamento di queste proporzioni avrebbe effetti molto negativi sul nostro Istituto, In ogni caso confidiamo che prevalga il buon senso."
mercoledì 15 ottobre 2008
Premio Tular a Carlo Rambaldi
C'è anche Carlo Rambaldi, tre volte premio oscar per gli effetti speciali, tra i 12 personaggi del mondo della cultura, del giornalismo, della imprenditoria e dello sport che domani riceveranno il "Premio Tular" nel salone d' onore di Palazzo Pongelli, a Todi.
La giuria presieduta da Eugerio Pongelli, su segnalazione del comitato scientifico presieduto da Francesco Tofanetti, ha deciso di premiare anche: Giuseppe Giacovazzo (giornalista), presidente Corecom Puglia; Raffaele Genah (giornalista), vicedirettore Tg1; Anna Spissu (scrittrice), autrice de "Il pirata e il condottiero"; Sauro Pellerucci (imprenditore), presidente PagineSì; Vittorio Malingri (sportivo), navigatore solitario; Gianfranco Cosma (editore), presidente casa editrice "Palomar"; Marco Melegaro (giornalista), redattore Sky News; Ferdinando Pappalardo (docente universitario), autore delle "Laudi di Jacopone"; Giuseppe Passeri (psicologo), autore del libro "Angelo Cortesi"; Filippo Orsini (storico), direttore Archivio Storico di Todi; Giuseppe Gallo (scultore-pittore).
L'iniziativa è volta a promuovere la cultura e il turismo ad essa collegato.
La giuria presieduta da Eugerio Pongelli, su segnalazione del comitato scientifico presieduto da Francesco Tofanetti, ha deciso di premiare anche: Giuseppe Giacovazzo (giornalista), presidente Corecom Puglia; Raffaele Genah (giornalista), vicedirettore Tg1; Anna Spissu (scrittrice), autrice de "Il pirata e il condottiero"; Sauro Pellerucci (imprenditore), presidente PagineSì; Vittorio Malingri (sportivo), navigatore solitario; Gianfranco Cosma (editore), presidente casa editrice "Palomar"; Marco Melegaro (giornalista), redattore Sky News; Ferdinando Pappalardo (docente universitario), autore delle "Laudi di Jacopone"; Giuseppe Passeri (psicologo), autore del libro "Angelo Cortesi"; Filippo Orsini (storico), direttore Archivio Storico di Todi; Giuseppe Gallo (scultore-pittore).
L'iniziativa è volta a promuovere la cultura e il turismo ad essa collegato.
domenica 28 settembre 2008
Pino Insegno a Todi per Umbria Music Fest
"Si è vero, trent'anni fa facevo il doppiatore di film porno. Allora non c'erano soap o fiction da doppiare, per fare esperienza si prendeva quello che passava il mercato.Pino Insegno, comico di razza, nonchè abilissimo doppiatore ha tenuto in pugno con grandissima abilità , dall'inizio alla fine, lo spettacolo "Io canto...io Insegno" messo in scena a scopo benefico da Umbria Music Fest con la collaborazione della Croce Rossa di Todi, presente in sala con le più alte cariche regionali.
Debbo dire che era sempre molto imbarazzante, specialmente quando si doveva doppiare un'orgia. Pensate a 10 persone che non si conoscevano impegnate in circolo ad ansimare, mugugnare e a baciare le proprie mani.
Poi, dopo 6 anni, sono diventato un doppiatore famoso. Ora non sono io che presto la voce a Denzel Washington e Brad Pitt, sono loro che prestano a me il loro corpo."
Coadiuvato dalla bionda ed affascinante soprano lirico torinese Silvia Gavarotti che, come lui, insegna all'Accademia "Corrado Pani" per giovani talenti, e da due bravissimi allievi, il comico Federico Perrotta, che da grande vorrebbe fare il "filippino", ovvero il ballerino di Maria De Filippi, veramente molto promettente (straordinario il suo sketch sui balli dagli anni '70 in poi) e dal cantante ventenne Marco Stabile, nonchè dal paziente pianista Mauro Arbusti oggetto reiterato di battute e di scherzi, Pino Insegno ha dato ancora una volta dimostrazione della straordinaria verve estemporanea degna del migliore cabaret per la capacità di sapere usare ogni singolo fatto per far strappare risate a crepapelle alla platea, dal classico telefonino che suona al signore che si sporge troppo dalla balaustra del palco ("non lo faccia, guardi come è bello il mondo") alla presenza in prima fila di due cantanti di colore con le quali ha instaurato un tormentone in inglese ("mi dica signora Janinah, chi c'è mai in America più bello di me?").
Il comico, in forma smagliante, non ha mai allentato la presa né ha mai lasciato il palcoscenico nelle due ore di show, neanche quando la Gavarotti ha cantato Fru Fru del Tabarin e "Dicitincello vuje" , neppure quando si sono esibiti i suoi due ragazzi.
Del resto gli spettatori pendevano tutti dalle sue labbra, in attesa delle incursioni sempre molto spiritose e mai volgari.
L'impennata di gradimento l'ha avuta nel mimare l'abbordaggio di un uomo ad una bella donna come avviene nei film americani paragonandolo a ciò che avviene nella realtà in Italia nella medesima occasione.
Finale collettivo con "My Way" cantato a quattro ugole e tanti applausi da un pubblico che per l'occasione ha riempito ogni ordine di posti del Comunale di Todi.
Assente solo il sindaco Ruggiano, forse perchè ancora stressato o emozionato dalla visita del presidente Berlusconi.
La domanda conclusiva è: "Io canto...io Insegno", spettacolo comico era o no in sintonia con il programma di Umbria Music Fest? In realtà si è trattato di una divertente parentesi, di una piccola trasgressione in un menù di tutto rispetto.
giovedì 11 settembre 2008
Al Todi Arte Festival Pupi Avati racconta come Giotto incontra San Francesco
Studiati da Alvise Avati gli effetti speciali hanno permesso "magicamente" di far rinascere su un grande muro riprodotto all'altezza dell'altare del Tempio di San Fortunato un pezzo di affresco del ciclo giottesco, partendo dai disegni preparativi in parete fino allo straordinario risultato finale.
Sul pulpito il Narratore (Achille Roselletti) e intorno ai ponteggi di legno, su e giù con le scale a pioli, si muove la bottega di Angelotto di Bondone, detto Giotto (il bravissimo ed ispirato Michele Nani) , formata da Amicangelo di Silla (Valerio Amoruso), Ennio di Pontenova (Mauro Celaia) Torello di Sasso (Sandro Stefanini, Faliero del Gallo (Raffaele Ottolenghi), Ottorino del Luzzo (Francesco Paliferi).Tutti pittori e manovali dell'epoca che dovrebbero aver partecipato, le notizie purtroppo sono scarse, alla creazione di quella che viene unanimemente considerata "la più bella casa di preghiera del mondo."
Avati, impegnato anche con l'uscita del suo ultimo film "Il papà di Giovanna" al Festival di Venezia, all'inizio aveva nicchiato quando l'amico di vecchia data Maurizio Costanzo gli aveva chiesto di fare la regia delle letture dei Fioretti di San Francesco.
"Francesco è un personaggio troppo rappresentato, si finisce per essere scontati", aveva risposto. Però poi, tornato un giorno a rivedere il ciclo giottesco, ansimando su per la salita verso la Basilica, si era chiesto quali fossero le sensazioni provate dai pittori facendo quella stessa strada, a cosa si erano ispirati, come si erano immaginati il Santo, in parole povere da chi, cosa e come erano nati quei capolavori.
Un'intuizione splendida che ha permesso la nascita di "Sorella luna e le stelle", spettacolo che a nostro avviso merita una vita ben più lunga di quella di un Festival, anche se la scelta della location gioca e giocherà sempre un ruolo determinante sul fascino di questa pièce scritta e diretta da Avati e prodotta dalla "Ventidieci".
La grande navata del Tempio tuderte, bisogna dargliene atto, riesce a ricreare alla perfezione il grande spazio della Basilica Superiore e quando nel buio, illuminato solo dalle candele appoggiate al ponteggio mobile, sotto le pennellate di Giotto sul muro prende corpo l'immagine di Francesco, di profilo, coperto dalla vita da un drappo per gli oltre 500 spettatori della "prima" diventa difficile non avvertire a pelle la sensazione di essere altrove, in trepida attesa di un evento che sta per cambiare la storia dell'arte.
L'impianto della pièce è semplice ma suscita interesse per la meticolosa ricerca storica. Tre manovali e due pittori più Giotto arrivano nella chiesa, per onorare il contratto fatto con frati francescani (ma i soldi sembra fossero di Bonifacio XIII), settantaquattro anni dopo la morte del Santo poverello.
Di lui conoscono poco, solo vox populi, dicerie, leggende passate di bocca in bocca dai pellegrini, l'approssimativa biografia di Bonaventura di Bagnoreggio.
Angelotto di Bondone, da oculato imprenditore si accerta prima che il denaro sia arrivato ad Assisi poi chiede a tre frati, Frate Lino (Luca Labarile), Frate Anastasio (Rodolfo Mantovani), Frate Giovanni Da Muro (Luciano Mariucci) di raccontargli spaccati della vita di Francesco.
Ovviamente rimane folgorato dalla poetica dei Fioretti.
"Laudato sii o Signore per sorella luna e per le stelle , clarite e preziose e belle"continua a ripetersi Giotto arrovellandosi su quale colore dovrà usare per dipingere quel cielo "divino" descritto da Francesco.
La sua esperienza è già grande e smaliziata
"Bisogna pensare sempre con la propria testa e fare quello che la committenza chiede.però il pensiero del Santo lo incanta, lo spiazza, lo infervora, lo spinge a dipingere il volto da solo e di notte, al lume di candela.
Il nostro è un mestiere che va fatto con occhi giovani. Il giudizio di chi paga l'opera spesso è condizionato dall'idea che lui aveva nella testa e non l'ha saputa esprimere"
Così è nato un capolavoro. Lungamente applauditi dal foltissimo pubblico (tra i presenti anche Nastasi, capo di Gabinetto del Ministero per le Attività culturali ed il sottosegretario Giro, l'onorevole Rocco Girlanda, il senatore Benedetti Valentini ed il presidente del consiglio regionale Tippolotti) gli interpreti, tutti attori umbri, lo stesso Pupi Avati e lo spettacolo che ha fatto segnare il primo punto a favore di un programma dal quale tutti ormai si aspettano ancora tante belle sorprese.
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sabato 16 agosto 2008
Mostra mercato della ceramica contemporanea denominato 'Terra Citernae'
Citerna e Deruta: l'importante legame che tiene uniti questi due antichi borghi è stato reso noto grazie alla mostra mercato della ceramica contemporanea denominato 'Terra Citernae'.
E' proprio da questo luogo che proviene, infatti, l'argilla usata d agli artigiani ceramisti derutesi.
Ed è sulla base di questo antico legame che si spiega la collaborazione e la presenza di Deruta e degli artigiani che, per tutta la durata della manifestazione, saranno presenti a Citerna con degli stand e potranno esibire le proprie produzioni sottoponendole all'occhio critico dei tanti visitatori che hanno affollato e che continuano a visitare l'esposizione.
Un intero paese, quindi, che per quindici giorni è diventato la sede delle botteghe artigiane offrendo un connubio tra passato e presente e regalando ai visitatori continue dimostrazioni dal vivo della manipolazione al tornio, della decorazione e della lavorazione del raku il tutto anche grazie alla presenza di alcuni artigiani derutesi.
E' proprio da questo luogo che proviene, infatti, l'argilla usata d agli artigiani ceramisti derutesi.
"La cava di Fanghille, la cui argilla risulta tra le più pregiate per la lavorazione ceramicola nazionale e internazionale - si legge nella locandina della mostra - ha offerto agli artisti una materia indispensabile estratta e lavorata proprio a Citerna".Forte, quindi, il legame che unisce la città della ceramica a questo piccolo borgo che domina l'alta valle del Tevere e che, seppur indirettamente, ha contribuito a rendere importante il nome di Deruta.
Ed è sulla base di questo antico legame che si spiega la collaborazione e la presenza di Deruta e degli artigiani che, per tutta la durata della manifestazione, saranno presenti a Citerna con degli stand e potranno esibire le proprie produzioni sottoponendole all'occhio critico dei tanti visitatori che hanno affollato e che continuano a visitare l'esposizione.
"Per noi - dicono gli artigiani derutesi - la partecipazione a queste manifestazioni è di vitale importanza, sia per contribuire a rendere alto e ancora più importante il nome di Deruta, sia per cercare di avvicinare quante più persone possibili alla nostra produzione".L'obiettivo che si propone questa mostra è quello di far riscoprire il valore di una tradizione ancora viva e quello di offrire una testimonianza tangibile della potenzialità della ceramica.
"La partecipazione a manifestazioni di questo genere - continuano gli artigiani - ci garantisce una vetrina importante capace di dare visibilità alla nostra attività e alle nostre produzioni e ci consente di creare contatti e legami significativi con potenziali clienti o eventuali appassionati e studiosi".La presenza della città della ceramica se da un lato ha consentito agli artigiani derutesi di esibire i propri prodotti, dall'altro ha consentito a Citerna di affiancare il suo nome a uno dei centri più importanti e significativi nel campo della ceramica artistica tradizionale italiana e mondiale.
Un intero paese, quindi, che per quindici giorni è diventato la sede delle botteghe artigiane offrendo un connubio tra passato e presente e regalando ai visitatori continue dimostrazioni dal vivo della manipolazione al tornio, della decorazione e della lavorazione del raku il tutto anche grazie alla presenza di alcuni artigiani derutesi.
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giovedì 14 agosto 2008
Agriturismo a Todi: tutto esaurito!
Malgrado le molte preoccupazioni legate alla recessione economica che sta investendo il Paese, il ferragosto, sul fronte dell’afflusso turistico, si prospetta, almeno a Todi, in chiave positiva.
A due giorni dall’appuntamento ferragostano nei numerosi agriturismi della zona si è vicinissimi al tutto esaurito, nel rispetto di una tradizione ormai consolidata.
Meno brillante la situazione negli alberghi che hanno ancora delle disponibilità, pur coltivando la speranza che, come spesso accade, possano venir colmate da arrivi all’ultimo minuto. Ovviamente bene anche pensioni e case vacanze, in continua crescita nel territorio.
Queste informazioni le abbiamo raccolte presso l’ufficio turistico sotto i portici comunali, dove l’afflusso di visitatori, italiani e stranieri, è costante e nutrito.
Ci viene anche sottolineato che rimane molto alto il numero di turisti del cosiddetto mordi e fuggi, un fenomeno piuttosto consolidato che sarebbe necessario ridurre con una politica turistica in cui pubblico e privato trovino costruttivi punti di incontro.
Tanto per citare una carenza eclatante che nella città di Jacopone si protrae ormai da anni va sottolineato che, anche nella settimana ferragostana, il lunedì il centro storico è, in larga parte, chiuso.
Non ci riferiamo soltanto agli esercizi commerciali che comunque avrebbero il dovere, anche nel loro interesse, a rimanere aperti quando i turisti ci sono, ma soprattutto alle strutture pubbliche.
Il circuito museale che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città il lunedì chiude i battenti, quindi impraticabili: museo pinacoteca, cisterne romane e campanile di San Fortunato.
Ora è legittimo chiedersi se una città che si dichiara a vocazione turistica può permettersi certi lussi. Di solito il lunedì è chiuso anche il tempio di San Fortunato cosa che in questa occasione, per fortuna, non si è ripetuta grazie alla buona volontà dei custodi.
Fino ad oggi Todi, malgrado questi disservizi e la crisi, sta continuando a tenere, ma non sarà così all’infinito, perchè migliorare la qualità dei servizi è, per una città a vocazione turistica, un obbligo irrinunciabile, non farlo si potrebbe pagare a caro prezzo.
A due giorni dall’appuntamento ferragostano nei numerosi agriturismi della zona si è vicinissimi al tutto esaurito, nel rispetto di una tradizione ormai consolidata.
Meno brillante la situazione negli alberghi che hanno ancora delle disponibilità, pur coltivando la speranza che, come spesso accade, possano venir colmate da arrivi all’ultimo minuto. Ovviamente bene anche pensioni e case vacanze, in continua crescita nel territorio.
Queste informazioni le abbiamo raccolte presso l’ufficio turistico sotto i portici comunali, dove l’afflusso di visitatori, italiani e stranieri, è costante e nutrito.
Ci viene anche sottolineato che rimane molto alto il numero di turisti del cosiddetto mordi e fuggi, un fenomeno piuttosto consolidato che sarebbe necessario ridurre con una politica turistica in cui pubblico e privato trovino costruttivi punti di incontro.
Tanto per citare una carenza eclatante che nella città di Jacopone si protrae ormai da anni va sottolineato che, anche nella settimana ferragostana, il lunedì il centro storico è, in larga parte, chiuso.
Non ci riferiamo soltanto agli esercizi commerciali che comunque avrebbero il dovere, anche nel loro interesse, a rimanere aperti quando i turisti ci sono, ma soprattutto alle strutture pubbliche.
Il circuito museale che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città il lunedì chiude i battenti, quindi impraticabili: museo pinacoteca, cisterne romane e campanile di San Fortunato.
Ora è legittimo chiedersi se una città che si dichiara a vocazione turistica può permettersi certi lussi. Di solito il lunedì è chiuso anche il tempio di San Fortunato cosa che in questa occasione, per fortuna, non si è ripetuta grazie alla buona volontà dei custodi.
Fino ad oggi Todi, malgrado questi disservizi e la crisi, sta continuando a tenere, ma non sarà così all’infinito, perchè migliorare la qualità dei servizi è, per una città a vocazione turistica, un obbligo irrinunciabile, non farlo si potrebbe pagare a caro prezzo.
sabato 9 agosto 2008
Le cisterne romane di Todi

Parallelamente allo sviluppo urbanistico di superficie di Todi si venne a creare una complessa struttura sotterranea di pozzi, cunicoli e cisterne, aventi il duplice scopo di provvedere all'approvvigionamento idrico e di drenare ed incanalare le acque sotterranee per evitare fenomeni franosi. Questa rete idrica continuò ad essere utilizzata, grazie anche a numerosi interventi di manutenzione, fino alla costruzione dell'acquedotto moderno nel 1925.
La fase più interessante della storia dei cunicoli è forse quella relativa al XIII sec, quando la radicale trasformazione dell'assetto urbano della città provocò seri problemi di rifornimento idrico. Per far fronte alla situazione in questo periodo si costruì un nuovo acquedotto con cannelli di piombo adducendo acqua dal Campidoglio (il punto più alto della città) fino alle cisterne di piazza ritrovate a seguito dei lavori di ripavimentazione iniziati nel 1262.
Nel 1859 Leandro Astancolle ingegnere comunale, disegnò una planimetria del centro storico censendo ben 484 pozzi (oggi se ne conoscono più di 500) e cunicoli delineando il percorso di quelli antichi risalenti a epoche diverse. Questi erano collegati mediante aperture di sfioro al sistema dei cunicoli più recenti secondo la tipologia “a cielo aperto” e “in galleria” realizzati prevalentemente nelle zone terrazzate parallelamente al riempimento dei terrapieni in modo da moderare, grazie alla loro azione drenante, le forti pressioni dovute alla spinta delle acque sulle mura, o, nel secondo caso, scavando le gallerie all'altezza della falda incanalando le acque per rifornire la città.
In epoca romana tutto il sistema di approvvigionamento idrico di Todi si basò intorno alle dodici cisterne per la maggior parte sottostanti l’antica agorà oggi occupata prevalentemente dalla Piazza del Popolo. Furono costruite interamente in calcestruzzo ad eccezione di alcuni muri divisori in laterizio; la comunicazione tra i vani per la periodica pulizia fu così assicurata da aperture con copertura a volta situati lungo l'asse centrale, ma non perfettamente allineati tra loro per evitare la formazione di correnti. All'interno si possono osservare tecniche edilizie diverse a causa dei restauri effettuati in varie epoche che devono aver interessato anche la pavimentazione della piazza.
Nel 1994 durante alcuni lavori sono state casualmente localizzate altre cisterne (denominate "Cisterne Nuove") situate sotto la Via del Monte nella zona occidentale della Piazza del Popolo e una tabaccheria d’angolo con caratteristiche molto simili a quelle già esplorate. Una apertura naturale ed una stretta scalinata fino al manto stradale permetteranno tra breve la visitabilità delle stesse.
tratto dal sito del Comune di Todi
L'immagine dal sito naturamediterraneo.com
L'immagine dal sito naturamediterraneo.com
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sabato 2 agosto 2008
Puc 2 e centro storico di Marsciano
Il Puc 2 può rilanciare il centro storico del capoluogo. Secondo alcuni calcoli può “innescare” progetti per oltre 20 milioni di euro.
La novità più importante è che possono partecipare al “Programma urbano complesso” anche le attività commerciali e artigianali.
Nel caso venga approvato prima dal Comune e poi dalla Regione Umbria, ogni progetto otterrà un contributo a fondo perduto di circa il 30 per cento del suo costo.
L’amministrazione comunale, che ne è capofila, ha già intessuto una serie di rapporti con le associazioni di categoria.
Le linee guida sono state chiarite in un incontro al quale hanno partecipato, per il comune, l’assessore Alfio Todini e il responsabile dell’Ufficio urbanistica Giampiero Piccioni, rappresentanti di Sviluppumbria, di Confocommercio (Alfonso Angeleri, Magda Montanucci, Giancarlo Toccaceli), Confartigianato (Carlo Antognoni) e Cna (Francesco Vestrelli). Secondo le prime notizie, il Comune, da parte sua, inserirà, tra gli altri, un progetto per la definizione del recupero del centro storico con i lavori in tre delle vie più importanti.
Il perimetro del Puc 2 è più largo rispetto al centro storico tradizionale.
Oltre alla cinta urbana, vi sono compresi tre “bracci” più o meno lunghi.
Quello verso Nord comprende l’inizio di viale Ponte Nestore con dentro l’area dell’ex Molino Popolare.
Un secondo braccio si allunga più a Est fino alla vecchia “scala”, la passerella sul Nestore che fino a qualche decennio fa collegava il capoluogo a Cerro. Il braccio più lungo è quello verso Sud.
Questo tratto arriva fino all’ex tabacchificio Pietromarchi.
L’obiettivo di fondo del Puc 2 è quello di “elevare la qualità del contesto urbano, compreso il centro storico, e la sua vivibilità, promovendo il potenziamento delle attività economiche e dei servizi e il reisediamento dei residenti, migliorando la fruibilità degli spazi disponibili e l’accessibilità, garantendo la sostenibilità ambientale degli interventi e la preferenza per i contenuti tecnologici innovativi degli stessi”.
Per ciò che riguarda le attività artigianali e commerciali possono essere presentati progetti per l’avvio e il rilancio delle stesse (attrezzature, macchine da ufficio, arredi, impianti elettrici e idraulici, impianti di sicurezza).
Possibili anche progetti per interventi di manutenzione straordinaria e restauro degli immobili. Tra le novità più interessanti c’è il finanziamento del marketing urbano.
Può essere presentato dal Comune o da un’associazione di imprese.
L’uscita del bando definitivo è imminente e la presentazione delle domande dovrebbe avvenire entro la fine di settembre.
La novità più importante è che possono partecipare al “Programma urbano complesso” anche le attività commerciali e artigianali.
Nel caso venga approvato prima dal Comune e poi dalla Regione Umbria, ogni progetto otterrà un contributo a fondo perduto di circa il 30 per cento del suo costo.
L’amministrazione comunale, che ne è capofila, ha già intessuto una serie di rapporti con le associazioni di categoria.
Le linee guida sono state chiarite in un incontro al quale hanno partecipato, per il comune, l’assessore Alfio Todini e il responsabile dell’Ufficio urbanistica Giampiero Piccioni, rappresentanti di Sviluppumbria, di Confocommercio (Alfonso Angeleri, Magda Montanucci, Giancarlo Toccaceli), Confartigianato (Carlo Antognoni) e Cna (Francesco Vestrelli). Secondo le prime notizie, il Comune, da parte sua, inserirà, tra gli altri, un progetto per la definizione del recupero del centro storico con i lavori in tre delle vie più importanti.
Il perimetro del Puc 2 è più largo rispetto al centro storico tradizionale.
Oltre alla cinta urbana, vi sono compresi tre “bracci” più o meno lunghi.
Quello verso Nord comprende l’inizio di viale Ponte Nestore con dentro l’area dell’ex Molino Popolare.
Un secondo braccio si allunga più a Est fino alla vecchia “scala”, la passerella sul Nestore che fino a qualche decennio fa collegava il capoluogo a Cerro. Il braccio più lungo è quello verso Sud.
Questo tratto arriva fino all’ex tabacchificio Pietromarchi.
L’obiettivo di fondo del Puc 2 è quello di “elevare la qualità del contesto urbano, compreso il centro storico, e la sua vivibilità, promovendo il potenziamento delle attività economiche e dei servizi e il reisediamento dei residenti, migliorando la fruibilità degli spazi disponibili e l’accessibilità, garantendo la sostenibilità ambientale degli interventi e la preferenza per i contenuti tecnologici innovativi degli stessi”.
Per ciò che riguarda le attività artigianali e commerciali possono essere presentati progetti per l’avvio e il rilancio delle stesse (attrezzature, macchine da ufficio, arredi, impianti elettrici e idraulici, impianti di sicurezza).
Possibili anche progetti per interventi di manutenzione straordinaria e restauro degli immobili. Tra le novità più interessanti c’è il finanziamento del marketing urbano.
Può essere presentato dal Comune o da un’associazione di imprese.
L’uscita del bando definitivo è imminente e la presentazione delle domande dovrebbe avvenire entro la fine di settembre.
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lunedì 28 luglio 2008
Todi: il verde tendente al marrone
Dopo alcuni interventi, effettuati nella mattinata di ieri, nel parco della Rocca si è, almeno momentaneamente, interrotto il rapporto fra la Comunità Montana Monte Peglia Selva di Meana ed il Comune di Todi, non essendo stato rinnovata la convenzione che prevedeva, da parte della Comunità Montana, non solo la manutenzione del Parco della Rocca ma anche di tutto il verde pubblico del Colle di Todi.
Abbiamo cercato, invano, di contattare l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Serafini per sapere con maggiore precisione quali sono le difficoltà attuali, visto che un paio di mesi fa ci era stato garantito che per il rinnovo della convenzione era tutto a posto.
I maligni ipotizzano che ci sia un ritardo, non casuale, da parte della Regione, che dovrebbe sostenere l’impegno economico legato alla convenzione, cosa che è stata già fatta regolarmente per il Comune di Orvieto dove sono quotidianamente impegnati per la cura del verde e dei giardini un minimo di 14 operai della Comunità Montana.
Conoscere i motivi di questa, almeno apparente, disparità di trattamento e se ci sono possibilità di porvi rimedio in tempi brevi è compito che spetta ai nostri amministratori.
Ma è certo che l’assenza di una adeguata manutenzione al molto verde pubblico esistente nel nostro Comune, non si possono certo dimenticare anche le 37 frazioni, costituisce un problema molto grave.
Quasi inutile sottolineare l’importanza che ha il Parco della Rocca ma anche le altre molte zone di verde pubblico rivestono per Todi, che le deve considerare una ricchezza pari ai suoi beni monumentali.
Non si deve neanche dimenticare che, attualmente, la loro manutenzione è già al minimo.
Molto difficile ipotizzare anche soluzioni alternative, magari interne, per carenza di uomini e di mezzi.
Di conseguenza trovare il modo di rinnovare la convenzione con la Comunità Montana, soprattutto in un periodo come questo con le erbacce che dilagano dovunque, diventa una priorità assolutamente ineludibile.
Abbiamo cercato, invano, di contattare l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Serafini per sapere con maggiore precisione quali sono le difficoltà attuali, visto che un paio di mesi fa ci era stato garantito che per il rinnovo della convenzione era tutto a posto.
I maligni ipotizzano che ci sia un ritardo, non casuale, da parte della Regione, che dovrebbe sostenere l’impegno economico legato alla convenzione, cosa che è stata già fatta regolarmente per il Comune di Orvieto dove sono quotidianamente impegnati per la cura del verde e dei giardini un minimo di 14 operai della Comunità Montana.
Conoscere i motivi di questa, almeno apparente, disparità di trattamento e se ci sono possibilità di porvi rimedio in tempi brevi è compito che spetta ai nostri amministratori.
Ma è certo che l’assenza di una adeguata manutenzione al molto verde pubblico esistente nel nostro Comune, non si possono certo dimenticare anche le 37 frazioni, costituisce un problema molto grave.
Quasi inutile sottolineare l’importanza che ha il Parco della Rocca ma anche le altre molte zone di verde pubblico rivestono per Todi, che le deve considerare una ricchezza pari ai suoi beni monumentali.
Non si deve neanche dimenticare che, attualmente, la loro manutenzione è già al minimo.
Molto difficile ipotizzare anche soluzioni alternative, magari interne, per carenza di uomini e di mezzi.
Di conseguenza trovare il modo di rinnovare la convenzione con la Comunità Montana, soprattutto in un periodo come questo con le erbacce che dilagano dovunque, diventa una priorità assolutamente ineludibile.
mercoledì 23 luglio 2008
Le conseguenze del Todi Festival a Settembre
E’ iniziata in tono minore l’estate 2008 per i tuderti, infatti dopo una fine di giugno tormentata dalle avverse condizioni metereologiche, questa prima parte di luglio, malgrado i saldi anticipati, non ha offerto segnali positivi.
Le manifestazioni ci sono ma l’afflusso turistico continua a essere modesto e soprattutto assai poco disposto a spendere. Abbiamo chiesto a commercianti e cittadini di Todi una opinione sulla non facile situazione attuale e, malgrado un diffuso pessimismo, ci sono state anche voci in controtendenza.
Due dati accomunano tutti gli intervistati, le difficoltà attuali sono di carattere nazionale e non locale; inoltre il mese di luglio nella nostra città non è mai stato particolarmente vivace sul versante turistico.
Patrizia Mechelli commessa nel negozio di abbigliamento Minciarelli è moderatamente soddisfatta: “Stiamo lavorando piuttosto bene con i turisti che ormai sono circa un terzo della nostra clientela.
Rispetto allo scorso anno si è registrato un significativo incremento.” “Non c’è gente, basta guardare la piazza semivuota in quasi tutte le ore del giorno - dice invece sconsolato Sergio Famoso, altro negozio di abbigliamento - è vero che il luglio è tradizionalmente poco movimentato ma i turisti, quest’anno, sono veramente pochi.
Non credo che sia stato lo spostamento del Festival a settembre a fare la differenza.” Anche Rita Foglietta che gestisce, insieme alla sorella uno storico bar in piazza del Popolo, è piuttosto delusa: “Diciamo che la stagione non è ancora iniziata, sia giugno che questa prima parte di luglio hanno fatto registrare un movimento modesto, speriamo in settembre.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Katia Zacchei della toto Ottica Ursini: “Finora difficile fare valutazioni perché la stagione è come se non fosse iniziata. C’è veramente poca gente in giro. Comunque è un problema di carattere nazionale, perché mi viene confermato da colleghe che lavorano a Siena che anche nella città toscana la situazione è difficile.”
Un giudizio molto negativo giunge da Paola Mancini, che gestisce un negozio di articoli da regalo: “Pochi i turisti e scarse le manifestazioni. E’ vero che luglio non è stato mai un mese molto movimentato, ma quest’anno va peggio del solito. Ritengo inoltre che la mancanza del Festival abbia il suo peso.”
Altrettanto negativo il giudizio di Helen Silempa, una cittadina Camerunense sposata con un tuderte:
“Per ora l’estate tuderte è un vero disastro. Di iniziative interessanti ce ne sono molto poche. Si dovrebbe sfruttare di più e meglio, magari con concerti, questa splendida piazza.” Anche il giudizio di Maurizio Cavalli, noto come commercialista e come sportivo, non è positivo: “Si potrebbe fare molto di più per portare i turisti a Todi e movimentare di più il centro storico. Pochi e di scarso interesse gli appuntamenti musicali che invece, disponendo di una piazza simile, dovrebbero essere il clou dell’estate tuderte.” Chiudiamo con il giudizio di Antonio Pinotti:
“L’impressione è positiva e noto un fervore organizzativo, da parte del pubblico e del privato, che non c’era in passato. Anche dalle frazioni arrivano messaggi positivi come la rassegna cinematografica che si svolge ad Izzalini. "
Le manifestazioni ci sono ma l’afflusso turistico continua a essere modesto e soprattutto assai poco disposto a spendere. Abbiamo chiesto a commercianti e cittadini di Todi una opinione sulla non facile situazione attuale e, malgrado un diffuso pessimismo, ci sono state anche voci in controtendenza.
Due dati accomunano tutti gli intervistati, le difficoltà attuali sono di carattere nazionale e non locale; inoltre il mese di luglio nella nostra città non è mai stato particolarmente vivace sul versante turistico.
Patrizia Mechelli commessa nel negozio di abbigliamento Minciarelli è moderatamente soddisfatta: “Stiamo lavorando piuttosto bene con i turisti che ormai sono circa un terzo della nostra clientela.
Rispetto allo scorso anno si è registrato un significativo incremento.” “Non c’è gente, basta guardare la piazza semivuota in quasi tutte le ore del giorno - dice invece sconsolato Sergio Famoso, altro negozio di abbigliamento - è vero che il luglio è tradizionalmente poco movimentato ma i turisti, quest’anno, sono veramente pochi.
Non credo che sia stato lo spostamento del Festival a settembre a fare la differenza.” Anche Rita Foglietta che gestisce, insieme alla sorella uno storico bar in piazza del Popolo, è piuttosto delusa: “Diciamo che la stagione non è ancora iniziata, sia giugno che questa prima parte di luglio hanno fatto registrare un movimento modesto, speriamo in settembre.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Katia Zacchei della toto Ottica Ursini: “Finora difficile fare valutazioni perché la stagione è come se non fosse iniziata. C’è veramente poca gente in giro. Comunque è un problema di carattere nazionale, perché mi viene confermato da colleghe che lavorano a Siena che anche nella città toscana la situazione è difficile.”
Un giudizio molto negativo giunge da Paola Mancini, che gestisce un negozio di articoli da regalo: “Pochi i turisti e scarse le manifestazioni. E’ vero che luglio non è stato mai un mese molto movimentato, ma quest’anno va peggio del solito. Ritengo inoltre che la mancanza del Festival abbia il suo peso.”
Altrettanto negativo il giudizio di Helen Silempa, una cittadina Camerunense sposata con un tuderte:
“Per ora l’estate tuderte è un vero disastro. Di iniziative interessanti ce ne sono molto poche. Si dovrebbe sfruttare di più e meglio, magari con concerti, questa splendida piazza.” Anche il giudizio di Maurizio Cavalli, noto come commercialista e come sportivo, non è positivo: “Si potrebbe fare molto di più per portare i turisti a Todi e movimentare di più il centro storico. Pochi e di scarso interesse gli appuntamenti musicali che invece, disponendo di una piazza simile, dovrebbero essere il clou dell’estate tuderte.” Chiudiamo con il giudizio di Antonio Pinotti:
“L’impressione è positiva e noto un fervore organizzativo, da parte del pubblico e del privato, che non c’era in passato. Anche dalle frazioni arrivano messaggi positivi come la rassegna cinematografica che si svolge ad Izzalini. "
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giovedì 10 luglio 2008
Casa di Riposo Veralli Cortesi
Una splendida mattinata estiva ha accompagnato ieri la posa della prima pietra per l’ampliamento e ristrutturazione della casa di riposo “Veralli Cortesi”.
Un’opera del costo complessivo di circa 4 milioni di euro che prevede la costruzione, nei pressi del vecchio orto della residenza, di 11 mini appartamenti per persone autosufficienti che però potranno usufruire dei servizi dell’istituto e soprattutto un sostanziale ampliamento dei servizi e della stessa struttura.
L’opera a carico della Edil 4 srl di Potenza sarà terminata alla fine di settembre del 2009. All’appuntamento di ieri erano presenti tra gli altri: l’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi, il direttore generale della Usl 2, Giuseppe Legato, l’assessore provinciale Massimo Buconi, il presidente dell’Etab “La consolazione”, il sindaco Antonino Ruggiano, l’europarlamentare Catiuscia Marini e una folta schiera di consiglieri comunali sia del centro sinistra che del centro destra.
In una atmosfera dove le polemiche politiche sono state lasciate al passato (o al futuro) il presidente della “Veralli Cortesi” Enrico Marconi ha fatto gli onori di casa con un dettagliato intervento nel quale ha spiegato agli oltre 150 presenti, la storia dell’istituto, le modalità, i tempi, il reperimento fondi e tutti i problemi che caratterizzano un progetto di ampliamento: “Questo - ha detto il presidente - è un punto di arrivo ma anche un primo punto di partenza.
Ci attende adesso un periodo ulteriormente denso di impegno prima che l’intervento sia completamente portato a termine”.
Dense di significato sono state le parole del vescovo Giovanni Scanavino improntate “all’amore” e “al rispetto verso i più deboli” concludendo con una battuta: “In futuro potrei prenotare una camera per me”. A seguire ci sono stati gli interventi del sindaco Antonino Ruggiano che ha espresso: “la necessità di una fattiva collaborazione in questo momento di sforzo e cambiamento, perché il bene della comunità tuderte deve essere sopra a tutto”, e dell’europarlamentare Catiuscia Marini che ha ricordato il grande impegno profuso per portare a termine un intervento così importante. “Diritto alla salute uguale per tutti indipendentemente dal reddito e va inoltre incrementata l’assistenza domiciliare con particolare attenzione agli anziani lasciando da parte le contraddizioni politiche”, sono le parole dell’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi. Nella mattinata è arrivato anche un comunicato del Partito democratico che: “Plaude all’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto di ampliamento della residenza protetta Letizia Veralli e Angelo Cortesi.
Un progetto di grande rilevanza sociale, che consentirà alla città di Todi di potenziare l’offerta di servizi in favore di anziani e soggetti non autosufficienti, per una politica attenta e vicina alle fasce di popolazione più deboli”
Un’opera del costo complessivo di circa 4 milioni di euro che prevede la costruzione, nei pressi del vecchio orto della residenza, di 11 mini appartamenti per persone autosufficienti che però potranno usufruire dei servizi dell’istituto e soprattutto un sostanziale ampliamento dei servizi e della stessa struttura.
L’opera a carico della Edil 4 srl di Potenza sarà terminata alla fine di settembre del 2009. All’appuntamento di ieri erano presenti tra gli altri: l’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi, il direttore generale della Usl 2, Giuseppe Legato, l’assessore provinciale Massimo Buconi, il presidente dell’Etab “La consolazione”, il sindaco Antonino Ruggiano, l’europarlamentare Catiuscia Marini e una folta schiera di consiglieri comunali sia del centro sinistra che del centro destra.
In una atmosfera dove le polemiche politiche sono state lasciate al passato (o al futuro) il presidente della “Veralli Cortesi” Enrico Marconi ha fatto gli onori di casa con un dettagliato intervento nel quale ha spiegato agli oltre 150 presenti, la storia dell’istituto, le modalità, i tempi, il reperimento fondi e tutti i problemi che caratterizzano un progetto di ampliamento: “Questo - ha detto il presidente - è un punto di arrivo ma anche un primo punto di partenza.
Ci attende adesso un periodo ulteriormente denso di impegno prima che l’intervento sia completamente portato a termine”.
Dense di significato sono state le parole del vescovo Giovanni Scanavino improntate “all’amore” e “al rispetto verso i più deboli” concludendo con una battuta: “In futuro potrei prenotare una camera per me”. A seguire ci sono stati gli interventi del sindaco Antonino Ruggiano che ha espresso: “la necessità di una fattiva collaborazione in questo momento di sforzo e cambiamento, perché il bene della comunità tuderte deve essere sopra a tutto”, e dell’europarlamentare Catiuscia Marini che ha ricordato il grande impegno profuso per portare a termine un intervento così importante. “Diritto alla salute uguale per tutti indipendentemente dal reddito e va inoltre incrementata l’assistenza domiciliare con particolare attenzione agli anziani lasciando da parte le contraddizioni politiche”, sono le parole dell’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi. Nella mattinata è arrivato anche un comunicato del Partito democratico che: “Plaude all’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto di ampliamento della residenza protetta Letizia Veralli e Angelo Cortesi.
Un progetto di grande rilevanza sociale, che consentirà alla città di Todi di potenziare l’offerta di servizi in favore di anziani e soggetti non autosufficienti, per una politica attenta e vicina alle fasce di popolazione più deboli”
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