Visualizzazione post con etichetta Todi Arte Festival. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Todi Arte Festival. Mostra tutti i post

venerdì 27 luglio 2012

Todi Arte Festival 2012

Ancora oggi il Todi Arte Festival è, in Umbria, simbolo di "resistenza culturale" così come l'aveva definito a suo tempo Maurizio Costanzo, anche se nei fatti il primo a gettare la spugna fu proprio lui. Resiste alla diminuzione progressiva del budget (il Comune l'anno scorso aveva coperto 155 mila euro, quest'anno sono scesi a 70 mila), alle faide politiche (lo scontro per la scelta del primo cittadino le ha accentuate), alla fuga degli sponsor, al disinteresse degli enti pubblici (nel depliant sugli eventi umbri estivi distribuito dalla Regione c'erano tutti tranne il festival di Todi). Al momento ha dalla sua solo quattro sostenitori: i due "ragazzi tuderti" che lo organizzano, Leonardi e Castrica, e che si ostinano a non farlo morire, i cittadini tuderti ed il pubblico in generale che, ringraziando il cielo, continua ad affollare gli spettacoli nonostante la crisi. Perché Todi Arte Festival non soccomba ai tagli i due "capitani coraggiosi" l'appellativo è dell'assessore Bracco, "stanno facendo di tutto per rianimare il festival", nonostante lo sbarramento a 70 mila euro che il neosindaco Rossini (la sua assenza dalla conferenza stampa, sostituito dall'assessore Caprini, ha sollevato un vespaio di illazioni) ha più volte ribadito ai due costringendoli a fare "dolorosissima correzione" del programma.

Per cui dal cartellone provvisorio annunciato circa un mese fa a Todi, sono spariti l'Orchestra Sinfonica di Sanremo, Michele Placido, Eleonora Abbagnato, Nocini. Ma non tutto il male viene per nuocere perché al posto della Abbagnato ci sarà, ancora una volta, un idolo delle donne come Raffaele Paganini (il 2 settembre) in "Un americano a Parigi" di Gershwin e nel celeberrimo "Bolero" di Ravel. E per gli appassionati di musical Manuel Frattini riproporrà il 31 agosto una carrellata dei personaggi più famosi da lui interpretati sui palcoscenici d'Italia.
Sarà l'orchestra tutta al femminile "41° parallelo" a fare uno straordinario viaggio musicale all'interno delle varie culture, proprio il giorno dell'inaugurazione della 27ma edizione in un concerto impreziosito dalla performance del chitarrista Emanuele Segre, ormai star internazionale, nel celeberrimo brano di Joaquin Rodrigo, "Concertio de Aranjuez" (26 agosto). Confermata invece la presenza di James Senese, per il 30 agosto, geniale sassofonista italoamericano e Pippo Matino a soddisfare i palati degli amanti del jazz rock dalla matrice popolare che li ha già visti insieme nella formazione di "Napoli Centrale".

Ci saranno inoltre, il 27 agosto, "Antonio e Cleopatra.. .ed io" di Duccio Camerini, spettacolo che poi andrà al festival Globe to Globe di Londra, il 1 ° settembre "Buon Compleanno" con Enrico Montesano impegnato a ripercorrere il proprio percorso artistico all'insegna del meglio tra gag, sketch tv e radiofonici, e versi di poeti romaneschi, "Sex Workers" della tuderte Livia Ferracchiati, insieme a quattro attrici, farà una riflessione sulla libertà individuale delle donne di vendere il proprio corpo.

Il Corriere dell’Umbria Venerdì 27 Luglio 2012

 
Certo, ci saranno Enrico Montesano e Raffaele Paganini, concerti d'ogni genere e musical, nuove produzioni di prosa e momenti di riflessione. Eppure l'atmosfera che si respirava ieri alla presentazione dell'edizione 2012 del "Todi Arte Festival" non era delle più allegre. Tutt'altro. Troppo evidente l'amarezza dei due giovani direttori artistici, Emiliano Leonardi e Giulio Lastrica, alla guida della manifestazione per il secondo anno.
"Ci sono state dolorose correzioni del programma iniziale - è l'esordio - e la grave crisi economica ha provocato il ritiro degli sponsor privati e il ridimensionamento dell'impegno istituzionale."
Nonostante il "clima crepuscolare" (definizione dell'assessore Bracco) c'è però la voglia di andare avanti.
"Questo è un programma fatto con il cuore - hanno proseguito - , con una squadra validissima di ragazzi tuderti. Vogliamo far crescere il festival, confermare i numeri e aumentare la qualità dopo le 12mila presenze di un anno fa."
Che la situazione sia difficile non lo nega l'assessore comunale alla cultura Andrea Caprini:
"La nuova amministrazione è subentrata in corsa, abbiamo confermato i pochi appuntamenti previsti, in futuro cercheremo una formula migliore per l'offerta culturale cittadina."
L'assessore regionale Fabrizio Bracco conferma tutto il suo sostegno:
"Si sta tentando di resuscitare un festival moribondo, dopo una stagione aurea e una più recente, tormentata. Ora c'è un nuovo cammino, da consolidare."
Il festival si terrà a Todi dal 26 agosto al 2 settembre, nel segno di tradizione e modernità. Si parte con l'Orchestra del 41 ° Parallelo e un solista d'eccezione, il chitarrista Emanuele Segre poi due anteprime di prosa: "Antonio e Cleopatra... e Io" di Duccio Camerini e il provocatorio "Sex Workers" della regista tuderte Livia Ferracchiati. Il 31 Manuel Frattini sarà al Comunale con "Sindrome da musical", in 1 ° settembre in piazza del Popolo Enrico Montesano ripercorrerà i momenti salienti della sua carriera con lo show "Buon compleanno", il 2 settembre il gran finale sarà con l'etoile Raffaele Paganini in "Un americano a Parigi" di Gershwin. In più il jazz di James Senese e Pippo Matino, una Notte Bianca in anteprima, un galà per l'Emilia e l'incontro con Galli della Loggia.
La Nazione Venerdì 27 Luglio 2012

sabato 18 febbraio 2012

Todi Arte Festival 2012: grandi ospiti dal 26 agosto al 2 settembre

Questa volta non hanno "il respiro corto". Su Todi Arte Festival, alla loro seconda edizione in programma dal 26 agosto al 2 settembre, Giulio Castrica e Emiliano Leonardi, i due coraggiosi "ragazzi tuderti" cui il sindaco ha affidato le sorti del proprio festival dopo i vari passaggi di mano che l'hanno messo in crisi, non hanno smesso neanche un minuto di pensare al programma 2012, da quando a settembre 2011 hanno reso noto il consuntivo della loro prima prova da direttori artistici: 11 mila biglietti venduti, 15 mila presenze, i 5 alberghi di Todi esauriti per 10 giorni. E in cartellone artisti importanti come Arbore, Bacalov, Brignano, il balletto del Bolshoi. Tutto questo fatto in corsa, con tempi e disponibilità economiche dal "fiato corto". Talmente corto che non avevano fatto in tempo neanche a presentare la richiesta di contributo alla Regione. Ma stavolta è diverso. Sul tavolo dell'assessore Bracco entro la fine di febbraio ci sarà la loro bozza di programma, nella speranza che l'attenzione dell'ente cambi nei confronti di una manifestazione che ha avuto anni gloriosi e che giunta alla ventiseiesima edizione tenta un rilancio tra i grandi eventi umbri.

La filosofia di fondo del cartellone 2012 ricalca quello della passata stagione: nomi da cassetta chiamati a tirare su i livelli degli incassi, inframezzati da artisti di talento in cerca di un trampolino. E i nomi importanti, stando alle indiscrezioni, ci sono: Enrico Montesano, oneman show, con un proprio recital, le danzatrici Eleonora Abbagnato e Polina Semionova, Michele Placido con "Re Lear" di Shakespeare, e forse, se il budget lo permetterà (Castrica e Leonardi sono ancora alla ricerca di un main sponsor da loro definito "mecenate"), anche l'inossidabile Gigi Proietti.

Per la musica pop al momento si parla solo di Edoardo Bennato. Ad inaugurare Todi Arte dovrebbe essere, invece, un concerto di musica classica affidato alle doti e all'esperienza di Valentino Miserachs Grau, direttore della Cappella Musicale di Santa Maria Maggiore a Roma, prelato d'onore del Papa. Tutto è ancora in fieri, non è stato scelto nemmeno il luogo del concerto (forse San Fortunato, forse la Consolazione ma speriamo di no, per via dell'acustica) né la formazione musicale (un ottetto e il coro?).

Michele Placido debutterà a Verona al prossimo festival shakespeariano con "Re Lear", poi presumibilmente si sposterà a Todi. Un'ottima cosa. Come ottime sono le due etoile che avrebbero detto di sì al Festival : la Abbagnato al suo rientro sui palcoscenici dopo la nascita a gennaio della figlia Julia e la Semionova dal 2002 prima ballerina dello Staatsoper Theater di Berlino.

Quest'ultima a 26 anni ha giù interpretato tutti i grandi ruoli da protagonista che offre il balletto. Polina ha una bellissima storia professionale alle spalle; è stata notata su una pista di ghiaccio alla periferia di Mosca, per leggiadria e abilità, quando aveva solo tre anni. Ha proseguito a "volteggiare" in una scuola di ballo e dopo anni di studio è approdata al Bolshoi.

Anche l'esordio dell'Abbagnato, sia pure di altro livello, è avvenuto nei primissimi anni di età, precisamente 11 quando ha ballato in diretta in un programma di Pippo Baudo. Oggi è la prima ballerina dell'Opera Garnier di Parigi, alterna la danza classica alla tv. Ad animare le notti festivaliere ci penserà Daniela Concarella deux ex machina del Centro Messeguè di Melezzole con un Dopofestival che riscoprirà uno spazio straordinario come quello del grande terrazzo panoramico sotto il Nido dell'Aquila. Infine c'è da registrare un gemellaggio con un'altra manifestazione e precisamente con Cassino Arte Festival, un fil rouge che partendo dalla città di Fra’ Jacopone arriva al luogo dove è morto San Benedetto.

Corriere dell'Umbria Sabato 18 Febbraio 2012

martedì 7 settembre 2010

Tempo di bilanci per il Todi Arte Festival

Domenica si è chiusa la 25ma edizione di Todi Arte Festival, edizione considerata, per fortuna, di "transizione". La diamo come notizia perché in Umbria, e figuriamoci in Italia, pochi sanno che fosse persino cominciato. Si è trattato di un festival che meglio avrebbe fatto a chiamarsi "estate tuderte" o "rassegna estiva", così come fanno città più accorte, per esempio Spoleto e Perugia, perché tale è la struttura del suo programma con pochi eventi, quasi tutti riciclati e con due punte di eccellenza per attirare il pubblico (Ranieri e Paganini, 1.700 presenze il primo e circa 500 il secondo), spettacoli di giro che quest'anno hanno attraversato la penisola in lungo e in largo. "Se questo è un festival!" scrisse il nostro giornale per la presentazione del programma e "se questo è un festival!" ripete di nuovo oggi nel momento del bilancio. Il sindaco Ruggiano stesso ha più volte ammesso nelle interviste come a fronte del mancato contributo statale fosse costretto a fare un'edizione più popolare, in cerca di incassi, mantenendo però la dicitura "festival" per non perdere i pochi sponsor rimasti, rinunciando a Maurizio Costanzo e affidando l'organizzazione a Stefano Porri. A fronte di una silenziosa conclusione ufficiale (un bollettino della vittoria sarebbe imbarazzante dati i risultati sotto gli occhi di tutti i tuderti), a tracciare un bilancio finale ci hanno pensato alcuni cittadini sugli organi di stampa, i commenti telematici apparsi su www.iltamtam.it e www.todifutura.it ed anche, con una nota, i consiglieri di minoranza, sin dall'inizio molto critici nei confronti dei contenuti del festival, che hanno seguito sera per sera la manifestazione (tranne la serata inaugurale perché non sono stati invitati) prendendo meticolosamente appunti.
"Pochi eventi rispetto al passato, presentati oltretutto tardi, nel cuore dell'estate, senza poterli promuovere"
dicono Carlo Rossini, capogruppo del Pd e Fabrizio Alvi capogruppo del partito socialista-movimento repubblicani europei.
"Spettacoli in giro per l'Italia da tempo, basta guardare il manifesto di Ranieri, già prestampato, dove il Todi Arte Festival appare nella scritta in fondo al posto della città di turno con la data e l'orario; proposte tenute insieme da un tema ‘Amore e Psiche' che di fatto non è stato mai sviluppato. Assenti la sperimentazione, le novità, le prime assolute, gli operatori del settore, giornalisti, artisti, critici, troupe televisive: elementi che in passato hanno saputo fare la differenza e reso il Todi Festival, anche nelle edizioni più sofferte per mancanza di fondi, un evento culturale vero."
Organizzazione e location hanno fatto il resto, contribuendo notevolmente al flop. Molte le proteste dei cittadini per aver limitato la manifestazione alla sola piazza del Popolo pur avendo a dispozione parecchi spazi, anche più caldi visto le serate un po' rigide, dove è stato allestito un enorme palco con 400 sedie davanti, occupate spesso da solo quindici-venti persone. Uno spettacolo desolante anche per gli artisti. La stessa Cinzia Leone, nel corso del suo show comico, ha definito lo stato di fatto "imbarazzante". Imbarazzante e poco corretta nei confronti degli artisti anche l'idea di fare gli spettacoli in una piazza aperta al pubblico, attraversata da macchine, motorini, passeggio di famigliole con ragazzini urlanti e gente che chiacchiera al bar. A Spoleto nel concerto in piazza, lo ricordiamo, si sentono solo volare le rondini.
"Cose che non si vedono più neanche nelle sagre di paese"
precisano Rossini e Alvi.
"Enormi responsabilità ricadono su un'organizzazione sciatta e superficiale."
E sciorinano un elenco infinito di defaillances: programma pieno di errori (
"il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia scambiato per il 150esimo della Costituzione. Sbagliato persino il nome del sindaco"
), appuntamenti saltati senza spiegazioni e senza mettere almeno un addetto fuori la porta ad avvertire il pubblico.
"e persino una ‘prima' deludente con poco più di cento persone. Buona parte degli invitati non vi hanno partecipato perché l'invito ricevuto riguardava solo la cena di gala e non il concerto lirico. Lo sgradevole episodio ha creato i presupposti per uno strappo istituzionale tra il sindaco, intento a difendere l'indifendibile, e e il presidente del consiglio regionale, firmatario dell'invito della cena, che si è risentito pubblicamente dell'accaduto. Il festival è costato al Comune almeno 100 mila euro, spesi male, se ne potevano spendere molti di meno per quel poco che ha funzionato"

venerdì 25 giugno 2010

Todi festival 2010 dal dal 29 agosto al 5 settembre

Il Todi festival ci sarà. La notizia di per sé è clamorosa, viste le ripetute dichiarazioni, anche ufficiali, dei giorni scorsi, nelle quali si evidenziava che le difficoltà economiche impedivano di mettere in campo, almeno per quest'anno, il Todi arte festival con Maurizio Costanzo alla direzione artistica. Invece niente di clamoroso: il Todi arte festival, quello che ha accompagnato i tuderti per oltre 20 anni, e che ultimamente è stato diretto da Maurizio Costanzo, in effetti non ci sarà, ma in compenso si terrà, dal 29 agosto al 5 settembre, una manifestazione alternativa che promette comunque concerti e spettacoli di indubbio interesse.
La direzione artistica di questa manifestazione sarà affidata a Stefano Porri che ha già curato la scorsa stagione teatrale. Per quanto riguarda il programma circolano già le prime indiscrezioni, che pur non avendo ancora il crisma dell'ufficialità sono assolutamente attendibili. Quasi tutti gli spettacoli si svolgeranno in piazza del Popolo, almeno i più importanti.
Ci saranno sicuramente un concerto con Massimo Ranieri e uno spettacolo di danza con Raffaele Paganini.
La "chicca" potrebbe essere Antonello Venditti, il concerto del popolare cantante romano riempirebbe certamente piazza del Popolo al limite della capienza, ma ci sono ancora delle difficoltà da appianare. É previsto un appuntamento concertistico nel tempio della Consolazione con un orchestra composta da 110 elementi, due rappresentazioni teatrali, musica popolare e spettacoli di cabaret.
Intanto questa mattina, alle 11, a palazzo Cesaroni a Perugia, sarà presentata l'edizione 2010 della rassegna "Suoni dal Legno". Questo originale festival proporrà, a partire dal 31 luglio, tre artisti di prima grandezza come: Steve Hackett (ex Genesis) , Tuck e Patty e Gino Paoli. A illustrare il programma completo di questa rassegna ci saranno i due giovani organizzatori: Giulio Castrica e Emiliano Leonardi. Da non dimenticare infine che Todi in questo 2010 ha raddoppiato gli appuntamenti con il grande tennis, dal 14 al 21 agosto il torneo femminile e dall'11 al 19 settembre la quarta edizione degli "internazionali" dell'Umbria. Insomma malgrado la crisi a Todi gli appuntamenti non mancheranno.

venerdì 14 maggio 2010

Costanzo: Il festival di Todi va sospeso

In Umbria il primo evento culturale "eccellente" ad essere decapitato dalla mannaia della crisi e dei tagli governativi alla cultura sarà il Todi Arte Festival? Sembra proprio di sì perché i contributi statali di quest'anno sono pari a zero. Compresi quelli dell'Arcus, società "per lo sviluppo dell'arte" a capitale interamente sottoscritto dal ministero dell'Economia che l'anno scorso aveva sostenuto la manifestazione tuderte con 300mila euro. Ma nell'elenco di quest'anno dei contributi la voce "Todi Arte Festival" non esiste più. "Il mio consiglio spassionato" dice il direttore artistico Maurizio Costanzo molto amareggiato
"è quello di saltare quest'anno e di riprendere eventualmente nel 2011, però con i soldi in bocca."
La battuta non è casuale perché motivo del suo massimo sconforto è il fatto che ad oggi alcune compagnie che hanno lavorato nella passata edizione debbono ancora essere pagate.
"Giorgio Albertazzi, che nel 2009 ha inaugurato il Festival, tanto per fare un nome, non ha ancora visto un euro. Io faccio il direttore artistico a titolo gratuito però ci metto la faccia, non ho intenzione di perderla a Todi."
"Con che coraggio" aggiunge
"potrei mai presentarmi dagli artisti per chiedere loro di fare un nuovo spettacolo ben sapendo che non sono stati onorati i loro compensi passati?."
"In realtà i ritardi ci sono stati, non lo si può negare"
spiega Mario Ghinassi responsabile organizzativo (affiancato dalla cooperativa Eclis) del Festival
"L'iter burocratico ha tempi biblici. La lettera del Ministero con la delibera della Corte dei conti per il contributo è arrivata solo due-tre mesi fa e ad aggravare la situazione in seguito ci si è messa la banca che non ci ha certamente agevolato, anzi ci ha creato diversi problemi. Comunque proprio in questi giorni stiamo finendo di pagare tutti."
Ma se il 2009 in tempi brevi verrà finalmente sistemato, il 2010 boccheggia. Senza i 300mila euro dell'Arcus ma con i soli contributi del territorio: 29mila euro della Regione, i 3mila euro della Provincia e i 150mila euro del Comune (l'anno scorso il contributo comunale è stato aumentato di 80mila euro rispetto all'anno precedente) più gli eventuali contributi di pochi sponsor un Festival non può andare molto lontano. Ci vogliono almeno 600mila euro per allestire un cartellone che si rispetti, degno di un festival che per fama e per qualità è alle spalle solo del Festival dei Due Mondi. Sia Costanzo sia il sindaco Antonino Ruggiano non sono disponibili a mezze misure.
"Io ho smesso di lavorare al programma"ammette Costanzo. "Una manifestazione o si fa con tutti i crismi della qualità oppure è meglio annullarla"dice a sua volta il primo cittadino"a Roma sono andato a bussare a molte porte. Ho avuto solo mezze promesse. Mi dicono: "vedrai che un po' di soldi li recuperiamo", ma il tempo passa e non si vede niente. Debbo ammettere che ho perso le speranze. E pensare che almeno la metà del programma era già stata abbozzata e l'avevamo portato alla Bit con le nuove date: 29 agosto - 8 settembre."
Per come si sono messe le cose esistono ormai solo due soluzioni praticabili. O gli enti locali tutti: Comune, Provincia, Regione, unitamente agli sponsor e alla Camera di Commercio mettono mano al portafoglio per salvare la prossima edizione del Festival oppure l'edizione 2010 viene miniaturizzata in attesa di tempi migliori e limitata magari ad un solo week end, tanto per far vedere che c'è ancora, che "respira", che esiste, che non demorde, che cerca di sopravvivere perché la cultura, è bene sempre ricordarlo, è il pane dell'intelletto. La terza soluzione, quella della sospensione proposta da Costanzo, è la meno auspicabile perché non farebbe certamente bene all'immagine di Todi e al suo turismo. Spesso qualche "criticone" se ne esce con giudizi per lo meno opinabili sullo scarso appeal che la manifestazione tuderte ha nei confronti dei turisti. Dimenticandosi i teatri pieni, la vivacità dei bar sempre affollati, degli artisti che vanno e vengono, dei ristoranti esauriti nel dopo teatro. É da tempo ormai che turisti visitando le città d'arte chiedono qualcosa in più rispetto alle classiche visite guidate: divertimento e buona cucina.

martedì 13 aprile 2010

TodiArteFestival 2010 a rischio: ci risiamo

"Se il governo non erogherà gli euro necessari per l'allestimento, quest'anno TodiArteFestival non si potrà tenere."
Questo l'annuncio, trasformato forse in appello, del sindaco di Todi avvocato Antonino Ruggiano nel tentativo di spiegare le difficoltà economiche in cui versa il Comune. Difficoltà non dissimili da tante altre amministrazioni comunali, ma tali da non consentire lo svolgimento della massima manifestazione tuderte.
E la cosa ha il sapore ancora più amaro alla luce dei risultati dello scorso anno che Ruggiano, in coppia con Maurizio Costanzo, attuale direttore artistico, ha sciorinato a conclusione dell'edizione scorsa.
"Ottomila gli spettatori paganti, 250 artisti coinvolti con un ritorno di immagine sui media di altissimo livello - disse il direttore artistico - e con un budget risicato."
Il miracolo evidentemente non è stato ritenuto ripetibile.
Ma c'è di più perché Costanzo, in quella occasione, aveva già annunciato le date della prossima edizione che doveva avere una durata di undici giorni, dal 29 agosto all'8 settembre. Una sorta di ritorno in quelle che per anni erano state le date storiche.
Già perché dopo ventisette edizioni proprio di storia si può parlare soprattutto se si tratta di una manifestazione artistica.
La storia del Festival iniziò proprio nel 1983, ma con un altro nome. L'allora inventore, che ne divenne direttore artistico, Enzo Siciliano, noto scrittore, uomo di grande cultura, aveva battezzato la kermesse "Settimana tudertina" ed iniziò a far godere angoli suggestivi della città proponendo in scenari architettonici spettacoli di avanguardia.
La "Settimana" durò tre anni fino al 1986 per dare spazio poi al "Todi Festival" made in Silvano Spada. Un festival che ha conosciuto ben tredici edizioni e che ha avuto una grande fama in quanto, nei primi anni di svolgimento, Spada aveva indovinato la formula del lancio di nuovi attori e nuovi autori.
Poi 1997, l'anno del nuovo cambio al timone, a Spada subentra l'eclettica Simona Marchini, che dirigerà la barca fino al 2007 con produzioni anche di opere liriche.
Ora il sindaco teme la fine per mancanza di ossigeno! Certo è che per l'amministrazione Ruggiano si libererebbero un sacco di euro che vengono assegnati al Festival come contributo insieme a quello della Regione e dei privati che potrebbero consentire lo svolgimento di un certo numero di manifestazioni più piccole, già pronto dal 3 al 6 giugno ad esempio il TodiTangoFestival. Adesso tutti attendono il miracolo di "San" Costanzo (Maurizio), che non è il patrono di Perugia, ma potrebbe divenire quello di Todi.

giovedì 10 settembre 2009

Oddio mamma! Con Franca Valeri al Todi Arte Festival 2009



Oggi quinto appuntamento con il Todi Arte Festival edizione 2009, sotto la direzione artistica di Maurizio Costanzo, che per il secondo anno guida questa rassegna umbra dedicata al teatro e alla musica.
Giornata caratterizzata dal secondo appuntamento con lo spettacolo "Oddio mamma!" di Sam Borrick e Julie Stein, un testo che negli Stati Uniti ha ottenuto un grande successo per il favore unanime di pubblico e critica.
Quindi ancora in scena in replica alle 21,30, sempre al Teatro Comunale, i protagonisti Franca Valeri ed Urbano Barberini per la regia di Daniele Falleri.
Ieri sera, alla prima nazionale, applausi a scena aperta per Franca Valeri un "mostro sacro" del teatro italiano, e Urbano Barberini considerato un efficace interprete della drammaturgia contemporanea.
La commedia racconta la storia di una madre possessiva e di suo figlio, un cinquantenne nevrotico e sempre in viaggio, ma morbosamente legato alla madre con la quale intrattiene uno strano rapporto epistolare con lettere cariche di "amorevoli" accuse ed invettive.
Per la quarta serata de “Il Teatro dei Miracoli - momenti di drammaturgia contemporanea", al Palazzo del Vignola alle ore 19,30, l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" presenta “Tiergartenstrasse, 4 un giardino per Ofelia", con Barbara Giordano e Serena Ottardo, di Piero Florida per la regia di Daniele Muratore, che racconta il dolce incontro tra Ofelia, una giovane disabile mentale che vive coltivando fiori, e Gertrud, un'infermiera nazista mandata a verificare le condizioni della ragazza, in parallelo con le drammatiche vicende della storia.

Alle 18 al Chiostro delle Lucrezie concerto di Marco Zurzolo e la sua band, l'essenza della nuova musica di Napoli, che il sassofonista ha rivoluzionato portando nei suoi concerti in giro per il mondo una Napoli moderna e nuova.
La sua ricerca parte dalla musica delle manifestazioni religiose e popolari non tralasciando il folklore della sua città di cui racconta radici culturali e suggestioni popolari, attraverso il suono
La kermesse "s'è fatta notte 09" in scena al Teatro Nido dell'Aquila, continua come è ormai tradizione sempre alle 23,30 con "Il popolo della notte", che vedrà esibirsi Antonello Costa, i Blues Willies, Rimbamband, gruppi musicali dalla comicità esilarante e dalla tecnica musicale raffinata, ed altri ospiti a sorpresa.
Il tutto presentato e animato da Barbara Saba, ormai una beniamina del pubblico tuderte.

Dario Cassini al Todi Arte Festival con: Il mondo è donna, porco mondo

Tutto quello che le donne sanno di essere ma non vogliono si dica, però se proprio qualcuno vuole dirlo lo stesso allora preferiscono lo faccia Dario Cassini perché così almeno ci si può far sopra una bella risata.
Questo il comico di Zelig e di Colorado lo sa benissimo e ne approfitta confezionando uno spettacolo dopo l'altro all'anno dedicato alle sue "adorabili nemiche" e ai loro (tanti) vizi e (sporadiche) virtù.
Domani sera, in piazza del Popolo, armato come sempre di frecce velenosette, darà vita a "Il mondo è donna, porco mondo", il nuovo show, che muta e si evolve tappa dopo tappa, giorno dopo giorno, inserito quest'anno a grande richiesta nel cartellone del Festival dopo il successo ottenuto nella passata edizione.
Cassini deve stare attento a quello che dirà, perché lei qui a Todi ci vive buona parte dell'anno. E le donne, come ben sa, sono vendicative. Per esempio cosa ne pensa delle donne umbre?
"Hanno delle qualità umane che non riscontravo da tempo.
Sono portate a vivere la vita con sacrificio. Nella stragrande maggioranza sono donne oneste e mamme straordinarie, forse perché rispetto a quelle delle metropoli hanno più tempo da dedicare ai propri figli.
Ma sono anche in assoluto le donne più pettegole del mondo. Quando si entra in un locale ci si sente subito monitorati. Tempo un caffè e si sa già chi è andato a letto e con chi, chi si è separato e da chi. Riescono persino a calcolare in tempo reale il prodotto interno lordo della città."
Secondo lei perché una donna dovrebbe venire a vedere il suo spettacolo?
"Perché fa bene al rapporto di coppia. Aiuta la donna a non tradire e l'uomo a non uccidere."
Si parla tanto di crisi del teatro però gli spettacoli dei comici sono sempre strapieni. Qual è il segreto?
"Perché quando ci sono delle crisi economiche si sente di più la necessità di ridere, di evadere. Inoltre il comico costa meno perché ha poche spese: non ha bisogno di scenografie particolari, è lui il bardo. La povertà dello spettacolo è compensato dalla ricchezza delle battute. La politica del divertimento ci permette, a noi comici, di tirare avanti bene."
Quindi il suo carnet è già pieno?
"Direi proprio di sì. Sto registrando le puntate di settembre di Colorado. Ho due progetti di cinema con due registi esordienti. E da gennaio al Parioli parte il nuovo spettacolo dal titolo "Uomini che oliano le nonne".
Prezzo dei biglietti: numerati 20 euro, liberi 10 euro. Per informazioni 329-6503319

sabato 4 luglio 2009

Todi Arte Festival meno fondi ma non si indietreggia

"Ci auguriamo di ripetere il successo dell'anno passato." É l'esordio del sindaco di Todi Antonino Ruggiano alla presentazione della nuova edizione del Todi Arte Festival guidata da Maurizio Costanzo.
Che dire? Speriamo vada molto meglio. Perché tra il Festival di Spoleto e Umbria jazz, la manifestazione tuderte è da tempo che fa la parte del terzo incomodo.
Pochi soldi, idee ondivaghe e un'identità tutta da costruire. Per risolvere in parte i problemi, l'amministrazion comunale ha pensato di affidare la direzione artistica al re dei salotti televisivi e delle conversazioni nazionalpopolari, Maurizio Costanzo, ormai nel suo periodo di declino televisivo quindi in cerca di nuovi incarichi a destra e a sinistra.
Il connubio si è fatto nel 2008. E la manifestazione si ripete, quest'anno con un'idea forte: Todi diventerà dal 6 al 13 settembre la cittadella della resistenza teatrale.
Il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) cala, l'extra fus si assottiglia, le leggi in materia sono in giacenza, gli artisti protestano, i teatri chiudono, il pubblico cala (meno 10 % registrano i dati Siae).
Così il vivace esercito messo insieme dal veterano di "in diretta dal Teatro Parioli" cercherà di fare la sua battaglia come Davide contro Golia, dove Golia è senz'altro il ministro Tremonti e la sua idea di economia nella cultura.
A far parte del gruppo, Costanzo ha chiamato maestri del palcoscenico come Giorgio Albertazzi, Roberto Herlitzka, Franca Valeri, nomi alti di un cartellone dove campeggia il teatro nelle sue forme più tradizionali a testimonianza che ancora è vivo e vegeto.
Magari con qualche anno di troppo. Ma in Italia la cultura è passatista, si sa. Ad accendere il programma però ci pensa la lunga maratona all'insegna del "Viva il teatro" curata da Marco Mattolini che inizierà in serata da piazza del popolo il 12 settembre e procederà snocciolando testimonianze di vita teatrale, difficili e affascinanti al tempo stesso.
A definire poi il cartellone nelle sue direzioni principali c'è anche un omaggio doveroso al manifesto di Filippo Tommaso Marinetti con un testo firmato dallo stesso Maurizio Costanzo e da Enrico Vaime, per la regia di Marco Mattolini, dedicato a un poeta futurista poco conosciuto: Ugo Straniero.
Se la prosa pulsa, il cabaret sfavilla. Buoni risultati, infatti, li ha dati nella scorsa edizione l'angolo del cabaret al Teatro del Nido dell'Aquila quindi l'operazione si ripete con Rimbamband, Blues Willies, Oblivion, Antonello Costa e Marco Capretti.
Il futuro è poi rappresentato dai giovani allievi della scuola di cabaret tuderte, fondata da Dario Cassini, che affiancheranno il maestro in una serata in piazza.
A concludere la festa, il 13 settembre, la Fanfara della Polizia di Stato. Mentre l'inaugurazione di domenica 6 settembre è affidata al taglio del nastro del museo della Pietra lapidaria al Monastero delle Lucrezie, orgoglio dell'amministrazione.
Tra le novità in via di definizione ci sono pure delle pillole jazz concordate con Carlo Pagnotta. Il direttore di Umbria jazz si è infatti presentato ieri all'incontro con Costanzo e la stampa nella veste di spettatore, ben deciso comunque a stringere la collaborazione.
Del resto il passo è già stato fatto con il Festival di Spoleto e con altre realtà del territorio in nome delle efficienti sinergie che il sindaco Ruggiano ha elogiato pubblicamente, ringraziando con slancio l'Azienda di promozione turistica, e il presidente Stefano Cimicchi, per aver fatto squadra in occasione della borsa del turismo milanese, presentando finalmente un'Umbria "globale" a e non più divisa in tanti campanili.
Sostenuto dalla presenza autorevole di Costanzo il primo cittadino tuderte ieri ha pure messo il dito nella piaga di un budget esiguo: il Comune ha investito una somma che va dai 70.000 ai 100.000 euro, mentre la Provincia ha potuto impegnare solo 2.000 euro.
Per quanto riguarda i finanziamenti regionali e ministeriali sono entrambi in via di definizione. E forse nell'incertezza delle cifre l'assessore regionale alla cultura Silvano Rometti ha preferito farsi sostituire da un suo emissario, mentre si è presentata al suo primo incontro la neo nominata assessore alla cultura della Provincia di Perugia Donatella Porzi

giovedì 11 settembre 2008

Al Todi Arte Festival Pupi Avati racconta come Giotto incontra San Francesco

Grazie al cinema, l'arte della finzione, per Pupi Avati è stato più facile rendere suggestiva la scena della preparazione e della realizzazione di uno dei 28 affreschi che Giotto e i suoi aiuti hanno dipinto sulle pareti della Basilica Superiore di Assisi e precisamente la scena in cui Francesco si spoglia e restituisce le vesti e i denari al padre davanti al vescovo di Assisi che lo copre con il suo mantello.
Studiati da Alvise Avati gli effetti speciali hanno permesso "magicamente" di far rinascere su un grande muro riprodotto all'altezza dell'altare del Tempio di San Fortunato un pezzo di affresco del ciclo giottesco, partendo dai disegni preparativi in parete fino allo straordinario risultato finale.
Sul pulpito il Narratore (Achille Roselletti) e intorno ai ponteggi di legno, su e giù con le scale a pioli, si muove la bottega di Angelotto di Bondone, detto Giotto (il bravissimo ed ispirato Michele Nani) , formata da Amicangelo di Silla (Valerio Amoruso), Ennio di Pontenova (Mauro Celaia) Torello di Sasso (Sandro Stefanini, Faliero del Gallo (Raffaele Ottolenghi), Ottorino del Luzzo (Francesco Paliferi).Tutti pittori e manovali dell'epoca che dovrebbero aver partecipato, le notizie purtroppo sono scarse, alla creazione di quella che viene unanimemente considerata "la più bella casa di preghiera del mondo."
Avati, impegnato anche con l'uscita del suo ultimo film "Il papà di Giovanna" al Festival di Venezia, all'inizio aveva nicchiato quando l'amico di vecchia data Maurizio Costanzo gli aveva chiesto di fare la regia delle letture dei Fioretti di San Francesco.
"Francesco è un personaggio troppo rappresentato, si finisce per essere scontati"
, aveva risposto. Però poi, tornato un giorno a rivedere il ciclo giottesco, ansimando su per la salita verso la Basilica, si era chiesto quali fossero le sensazioni provate dai pittori facendo quella stessa strada, a cosa si erano ispirati, come si erano immaginati il Santo, in parole povere da chi, cosa e come erano nati quei capolavori.
Un'intuizione splendida che ha permesso la nascita di "Sorella luna e le stelle", spettacolo che a nostro avviso merita una vita ben più lunga di quella di un Festival, anche se la scelta della location gioca e giocherà sempre un ruolo determinante sul fascino di questa pièce scritta e diretta da Avati e prodotta dalla "Ventidieci".
La grande navata del Tempio tuderte, bisogna dargliene atto, riesce a ricreare alla perfezione il grande spazio della Basilica Superiore e quando nel buio, illuminato solo dalle candele appoggiate al ponteggio mobile, sotto le pennellate di Giotto sul muro prende corpo l'immagine di Francesco, di profilo, coperto dalla vita da un drappo per gli oltre 500 spettatori della "prima" diventa difficile non avvertire a pelle la sensazione di essere altrove, in trepida attesa di un evento che sta per cambiare la storia dell'arte.
L'impianto della pièce è semplice ma suscita interesse per la meticolosa ricerca storica. Tre manovali e due pittori più Giotto arrivano nella chiesa, per onorare il contratto fatto con frati francescani (ma i soldi sembra fossero di Bonifacio XIII), settantaquattro anni dopo la morte del Santo poverello.
Di lui conoscono poco, solo vox populi, dicerie, leggende passate di bocca in bocca dai pellegrini, l'approssimativa biografia di Bonaventura di Bagnoreggio.
Angelotto di Bondone, da oculato imprenditore si accerta prima che il denaro sia arrivato ad Assisi poi chiede a tre frati, Frate Lino (Luca Labarile), Frate Anastasio (Rodolfo Mantovani), Frate Giovanni Da Muro (Luciano Mariucci) di raccontargli spaccati della vita di Francesco.
Ovviamente rimane folgorato dalla poetica dei Fioretti.
"Laudato sii o Signore per sorella luna e per le stelle , clarite e preziose e belle"
continua a ripetersi Giotto arrovellandosi su quale colore dovrà usare per dipingere quel cielo "divino" descritto da Francesco.
La sua esperienza è già grande e smaliziata
"Bisogna pensare sempre con la propria testa e fare quello che la committenza chiede.
Il nostro è un mestiere che va fatto con occhi giovani. Il giudizio di chi paga l'opera spesso è condizionato dall'idea che lui aveva nella testa e non l'ha saputa esprimere"
però il pensiero del Santo lo incanta, lo spiazza, lo infervora, lo spinge a dipingere il volto da solo e di notte, al lume di candela.
Così è nato un capolavoro. Lungamente applauditi dal foltissimo pubblico (tra i presenti anche Nastasi, capo di Gabinetto del Ministero per le Attività culturali ed il sottosegretario Giro, l'onorevole Rocco Girlanda, il senatore Benedetti Valentini ed il presidente del consiglio regionale Tippolotti) gli interpreti, tutti attori umbri, lo stesso Pupi Avati e lo spettacolo che ha fatto segnare il primo punto a favore di un programma dal quale tutti ormai si aspettano ancora tante belle sorprese.

mercoledì 23 luglio 2008

Le conseguenze del Todi Festival a Settembre

E’ iniziata in tono minore l’estate 2008 per i tuderti, infatti dopo una fine di giugno tormentata dalle avverse condizioni metereologiche, questa prima parte di luglio, malgrado i saldi anticipati, non ha offerto segnali positivi.
Le manifestazioni ci sono ma l’afflusso turistico continua a essere modesto e soprattutto assai poco disposto a spendere. Abbiamo chiesto a commercianti e cittadini di Todi una opinione sulla non facile situazione attuale e, malgrado un diffuso pessimismo, ci sono state anche voci in controtendenza.
Due dati accomunano tutti gli intervistati, le difficoltà attuali sono di carattere nazionale e non locale; inoltre il mese di luglio nella nostra città non è mai stato particolarmente vivace sul versante turistico.
Patrizia Mechelli commessa nel negozio di abbigliamento Minciarelli è moderatamente soddisfatta: “Stiamo lavorando piuttosto bene con i turisti che ormai sono circa un terzo della nostra clientela.
Rispetto allo scorso anno si è registrato un significativo incremento.” “Non c’è gente, basta guardare la piazza semivuota in quasi tutte le ore del giorno - dice invece sconsolato Sergio Famoso, altro negozio di abbigliamento - è vero che il luglio è tradizionalmente poco movimentato ma i turisti, quest’anno, sono veramente pochi.
Non credo che sia stato lo spostamento del Festival a settembre a fare la differenza.” Anche Rita Foglietta che gestisce, insieme alla sorella uno storico bar in piazza del Popolo, è piuttosto delusa: “Diciamo che la stagione non è ancora iniziata, sia giugno che questa prima parte di luglio hanno fatto registrare un movimento modesto, speriamo in settembre.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Katia Zacchei della toto Ottica Ursini: “Finora difficile fare valutazioni perché la stagione è come se non fosse iniziata. C’è veramente poca gente in giro. Comunque è un problema di carattere nazionale, perché mi viene confermato da colleghe che lavorano a Siena che anche nella città toscana la situazione è difficile.”
Un giudizio molto negativo giunge da Paola Mancini, che gestisce un negozio di articoli da regalo: “Pochi i turisti e scarse le manifestazioni. E’ vero che luglio non è stato mai un mese molto movimentato, ma quest’anno va peggio del solito. Ritengo inoltre che la mancanza del Festival abbia il suo peso.”
Altrettanto negativo il giudizio di Helen Silempa, una cittadina Camerunense sposata con un tuderte:
“Per ora l’estate tuderte è un vero disastro. Di iniziative interessanti ce ne sono molto poche. Si dovrebbe sfruttare di più e meglio, magari con concerti, questa splendida piazza.” Anche il giudizio di Maurizio Cavalli, noto come commercialista e come sportivo, non è positivo: “Si potrebbe fare molto di più per portare i turisti a Todi e movimentare di più il centro storico. Pochi e di scarso interesse gli appuntamenti musicali che invece, disponendo di una piazza simile, dovrebbero essere il clou dell’estate tuderte.” Chiudiamo con il giudizio di Antonio Pinotti:
“L’impressione è positiva e noto un fervore organizzativo, da parte del pubblico e del privato, che non c’era in passato. Anche dalle frazioni arrivano messaggi positivi come la rassegna cinematografica che si svolge ad Izzalini. "