mercoledì 25 settembre 2013
Palazzi e dimore di Todi finiscono su Sky
Sono entrate in tre abitazioni private, nel castello di Borgo Rosceto (in cui sono esposte nuove e vecchie opere di Federico Marchesini) e nel borgo di San Gandolfo. Queste suggestioni made in Umbria, faranno parte di una delle puntate de L'erba del vicino , condotta da Laura Cola sul canale 418 di Sky.
Durante le riprese, che si sono concluse in questi giorni (preziosa la consulenza di Eleonora Roberti), la Cola ha cercato di catturare lo spirito di queste dimore, mettendole a confronto e soprattutto offrendo spunti sugli arredi, sulla reinterpretazione in chiave moderna dei vari vissuti, sul ridisegno degli spazi.
Scelgo case non necessariamente di lusso – spiega - ma interessanti da raccontare, insolite per la ristrutturazione e per I’originalità del design . Ed ecco le dimore patrizie di Via Ciuffelli e Piazza Garibaldi: palazzi di pregio che però ospitano abitazioni a misura d'uomo e senza sfarzi eccessivi, come quella della pittrice Cinzia Pigini. Insolita la villa in zona Pontecuti: nascosta all'interno di un bosco. Appartiene ad una scrittrice romana.
La ristrutturazione esterna ricalca quella delle tipiche case tuderti, gli interni invece sono estremamente moderni e molto curati: impossibile pensare alla particolarità di questa casa finché non siamo entrati per scoprirne i tanti segreti , chiarisce ancora la conduttrice. Ma gli occhi di Sky sono rivolti anche agli scorci tipici di Todi, al suo centro storico, alle scalinate, ai vicoli dove si incastrano palazzi, cortili, chiostri nascosti.
Obiettivo del programma dice la conduttrice, che ha anche una laurea in architettura é quello di poter portare all'attenzione degli spettatori sia luoghi stupendi, ma quasi abbandonati (come il Castello di Rosceto, ora trasformato in un Bed&Breakfast), che case e personaggi impegnati nel dare il proprio servizio e contributo, anche artistico alla cittadina.
Todi e i suoi abitanti conclude la Cola mi hanno trasmesso molto calore e una grande calma interiore. E che dire delle squisitezze gastronomiche? Non basterebbe un'intera puntata per raccontarle.
venerdì 15 febbraio 2013
Il Melone cresce bene in Umbria
"A giorni - ha sottolineato l'assessore Virgili - sarà emanato un bando a favore dell'imprese agricole relativo alla Misura 4.1.1 del Piano di sviluppo locale del Gal, che prevede agevolazioni fino al 50% per investimenti relativi all'ammodernamento delle imprese agricole, con priorità assoluta per le aziende tabacchicole in ristrutturazione."Dall'incontro è emerso come i terreni agricoli della Media Valle del Tevere e quelli umbri di pianura più in generale, sono terreni vocati alla produzione del melone. L'incontro è stato chiuso dal sindaco Alvaro Verbena, che ha sottolineato come la Giunta sia impegnata nella condivisone con le forze sociali del territorio del Piano di sviluppo territoriale. L'iniziativa è stata coordinata dall'assessore Stefano Virgili con la presenza di Giorgio Spinetti, presidente di Top melon, Adelmo Lucaccioni, agronomo esperto in orticoltura, del professore Angelo Frascarelli, direttore del Ce.S.A.R. e del sindaco di Deruta.
mercoledì 16 gennaio 2013
Mercato immobiliare in caduta, libera
L'edilizia, e il mercato immobiliare, che ne è strettamente collegato, hanno sempre avuto un'importanza rilevante sia sotto il profilo economico che sotto quello occupazionale.
Oggi purtroppo non è più così e se non è emergenza manca poco, come testimoniano alcuni operatori del settore. Intanto gli stranieri, che hanno avuto una parte rilevante in questo mercato, sono ormai frenati dall'eccessiva, pressione fiscale e quindi restii a investire sul mercato italiano, anche se qualcuno dice che per le "cose importanti" ci sono ancora, mentre c'è maggiore difficoltà per quanto riguarda appartamenti o case di medio livello.
Se il mercato nel versante degli acquirenti stranieri è in calo, quello italiano è addirittura in crollo, malgrado sia in atto un consistente calo nei prezzi. Le giovani coppie, come spiega un imprenditore del settore, hanno una disponibilità finanziaria limitata e le banche hanno notevolmente ristretto i cordoni della, borsa.
Su dieci richieste di finanziamento presentate agli istituti di credito non ne passano più di un paio. Di fatto fra chi non ha i mezzi per investire sul mattone e chi non lo ritiene più vantaggioso, il mercato è piombato in una crisi molto grave che a Todi porta a conseguenze pesanti sul piano occupazionale, visto che le alternative non sono molte. Altra conseguenza da non sottovalutare è costituita dalle conseguenze che sta pagando anche l'Amministrazione comunale, con il vistoso calo degli oneri concessori, che in passato fornivano un sostegno non di poco conto alle casse. Senza contare che gli imprenditori edili locali hanno tradizionalmente sostenuto molte attività, sportive e sociali e ora tutto diventa molto più difficile. Una situazione che non sembra destinata a modificarsi nell'anno in corso facendo sorgere legittime preoccupazioni.
Aldo Spaccatini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 16 Gennaio 2013
martedì 31 luglio 2012
Anche a Todi mercato immobiliare fermo
Prima delle opinioni però i numeri. Nel 2011 le compravendite che hanno interessato case, appartamenti, ruderi, ville e casali a Todi sono state circa 177. Nel 2010 erano 166. Un calo netto del 50% rispetto al quinquennio 2003-2008 quando si raggiungevano picchi anche con 280 transazioni annue. Le agenzie immobiliari sono piene di foto, occasioni a prezzi "stracciati", affari irripetibili e offerte per tutti i tipi di portafoglio. Ma le vendite non decollano, anzi: sono ferme con le quattro frecce. La crisi morde, non c'è la sicurezza di un lavoro fisso e per questo le banche sono molto restie nel concedere prestiti per la prima casa, quella delle giovani coppie. Questa in sintesi l'analisi di Marco, agente per Tecnocasa, che poi aggiunge:
"Si soffre una crisi che viene da lontano, che non è tanto dovuta all'edilizia quanto all'economia. I prezzi delle case scendono ma non così tanto rispetto alla scarsa domanda. Le zone in cui si vende meglio restano comunque quelle residenziali appena fuori il centro storico."I prezzi delle case, stando a quanto dice Monica, sempre di Tecnocasa, si aggirano sui 1.800 - 2.500 euro al metro quadrato per un appartamento ristrutturato in centro e trai 1.600-1.900 per le are più urbane. Finito anche il miracolo degli americani che compravano i casali sulle colline tuderti.
"Dalle ville si è passati agli appartamenti in centro - sostiene Gabriele, agente immobiliare della Gabetti - è un periodo caratterizzato dall'enorme incertezza e prima, di fare investimenti importanti la gente ci pensa due volte, forse anche tre. Le seconde case poi sono 'quasi del tutto sparite come target di mercato."Colpa dell'Imu? Possibile. Sta di fatto che secondo molti i prezzi delle case non calano quanto forse dovrebbero sulla carta ma poi in fase di trattativa i margini di "ribasso" sono notevoli. Guido perla Gentili Immobiliare però è fiducioso:
"É innegabile che stiamo passando in un forte momento di crisi che investe il settore ma noi riusciamo ad andare ancora bene nella vendita di qualche casale."La crisi però non risparmia nessuno e miete anche purtroppo delle "vittime" nel settore. Diverse sono le agenzie che hanno dovuto chiudere negli ultimi anni e come ha affermato in confidenza un agente immobiliare locale: "i prossimi mesi non promettono nulla di buono"
venerdì 15 aprile 2011
In vetrina le Eccellenze umbre
"Aziende alle prese con la crisi tra interventi pubblici, sostegni bancari ed impegni imprenditoriali."Sono previste le relazioni di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria; Giuseppe Mussari, presidente Banca Monte dei Paschi di Siena; Massimo Paoli, economista; Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del Programma. A seguire sono in programma le premiazioni delle 47 imprese eccellenti dell'anno 2010-2011. Un appuntamento da non perdere, dunque, e che riempirà di nuovo la platea e i loggioni del teatro in ogni ordine di posto. Saranno presenti tantissime personalità del mondo politico, istituzionale, sindacale e imprenditoriale interessate ad assistere a una manifestazione nel corso della quale si parlerà anche del futuro economico che attende il Paese e la nostra regione. Un futuro che, pur dovendo fare i conti con le tante nuvole all'orizzonte, tuttavia si illumina proprio grazie alla laboriosità di tanti imprenditori locali che con la loro professionalità e la loro caparbietà riescono a spingere in alto l'economia di una regione che, seppur piccola, riesce ad affermarsi in campo internazionale grazie ad una qualità di altissimo livello. Ed il Corriere dell'Umbria vuole essere vicino a queste aziende eccellenti e segnalarle al pubblico dei propri lettori proprio perchè
"nel leggere queste pagine si ritrovano l'orgoglio nostrano, la tenacia e la perseveranza degli umbri, ma anche la voglia di smuovere un modello, quello locale, a volte troppo affossato sullo stereotipo dell'azienda familiare chiusa in se stessa e poco propensa alle reti."Quando invece gli ingredienti per costruire un circuito virtuoso ci sono tutti e c'è anche chi sa seguire la strada del successo
sabato 19 febbraio 2011
Il Centro storico perde 54 negozi
"Le attività chiuse da via Angelo Cortesi fino a porta Roma, facendo il giro per le vie del centro, sono ben 54 - dichiara - Il momento quindi è molto particolare e anche se è indiscutibile che questo fenomeno è ormai presente da diversi anni, il fatto che la città, dal punto di vista del commercio, nell'ultimo anno abbia retto un po' meglio di altre non può dare adito a nessuno di dire che le cose vanno bene. Oggi - continua il presidente Ascom, che è anche membro del consiglio della Camera di commercio di Perugia - i veri precari siamo noi che dobbiamo combattere ogni giorno per difendere la nostra attività e ovviamente non solo a Todi, ma dappertutto, basta guardare cosa sta succedendo a Perugia e a Città di Castello in questi giorni. Quello che chiediamo, quindi, è quantomeno di non essere penalizzati."Il riferimento è alla possibilità, più volte emersa anche di recente, di attivare il varco elettronico della Consolazione anche per multare, da sempre avversata dall'Ascom, e, in generale, ad una gestione più morbida della chiusura del centro al traffico.
"In una città come Todi- spiega Prosperi - c'è l'esigenza di chiudere in pochissime giornate come quella di Pasqua, del Primo maggio e in qualche week end di giugno e di settembre. Per il resto non c'è bisogno e tanto meno serve attivare il varco elettronico. Basterebbe un vigile, magari specializzato in lingue, che stia alla Consolazione e dia informazioni a chi ne ha bisogno e non appostato dietro la curva delle Cerquette pronto a multare chi, impavido, si è avventurato in centro a traffico chiuso magari con 14 gradi di temperatura esterna - chiosa Prosperi - Se praticamente tutte le associazioni di categoria commerciali sono contrarie al varco elettronico ci sarà un motivo. Basta guardare cosa è successo a Perugia dove del centro storico ormai si parla solo per il grado di delinquenza che vi si registra. É bene tenere presente che quando si spengono le vetri ne le città rischiano di cadere in mano alla criminalità."
venerdì 10 dicembre 2010
Todi venti anni dopo: c’era una volta la città più vivibile del mondo
"Sono al di sopra della politica, da sempre."Quali sono, gli chiediamo, i principali problemi della città?
"Non ci sono manifestazioni all'altezza del nome di Todi. Il centro storico si è spopolato. Venti anni fa si andava sui Tg nazionali almeno tre volte all'anno, c'era un ritorno economico e culturale."E per la vita del centro storico?
"Per quale motivo qualcuno dovrebbe venire in centro? Giro la domanda anche agli amministratori. Non ci sono attività commerciali valide per un centro storico. Il Comune dovrebbe diffondere una lista di possibili attività da aprire dentro le mura individuando locali sfitti e incentivando l'iniziativa."A breve ci sarà un convegno su Todi e sulla sua vivibilità, cosa rimane?
"Poco, molto poco. Siamo stati presuntuosi, ci siamo seduti gli allori. Abbiamo voluto vivere di rendita per esser stati eletti come la città più vivibile del mondo. Mai abbiamo pensato a come alimentare questa fortuna."Le soluzioni però non sono così semplici.
"Riconquistare una vera qualità della vita con manifestazioni legate alla tradizione del territorio ma anche arte, futuro, energia, cibo. Aprirsi ad altre culture del mondo. É determinante coinvolgere i giovani con convegni di idee collettive. Le iniziative natalizie vanno organizzate e pubblicizzate un anno prima. Lo stesso per il Festival, dovrebbe esserci il programma pronto dell'edizione successiva già alla fine della precedente. E poi perché non pubblicizzare di più la festa di San Fortunato e anche la nostra tradizione iacoponica con una serie di percorsi ad hoc?."Una rivalutazione a 360°.
"Perché non migliorare le uscite della superstrada per Todi? e poi usciti dalla E45 l'assetto urbanistico non rende onore alla città."La situazione del traffico nel centro è oggetto di dibattito, quale è la sua posizione?
"Sono d'accordo con la chiusura del traffico a patto che tutto funzioni: i collegamenti, gli eventi e i negozi che devono essere aperti. E perché non si sono spesi i soldi, usati per armare i vigili, con un corso di inglese che gli sarebbe servito per interloquire meglio con i turisti?."
"Spero solo - chiosa Primieri - che sia il sindaco Ruggiano che la presidente Marini mettano da parte eventuali attriti politici in favore della città".
lunedì 1 marzo 2010
Deruta: E45, dal nuovo tracciato un grave danno
Da sempre la E45 è stata il veicolo di comunicazione più importante per tutto il territorio e questo progetto creerebbe grandi problemi agli operatori commerciali e alle varie imprese ora situate lungo il corso della E45. Ovviamente questo argomento tiene banco in città e c'è attesa intorno alle novità riguardanti il progetto dell'Anas. A questo proposito, ciò che fa scaldare gli animi è anche il possibile verificarsi di espropri che rendono ancora più antipatica e complicata la situazione. É evidente che se la E45 diverrà autostrada, i motivi di sicurezza, l'installazione delle eree di sosta gli svincoli dopo ci saranno i box per i pedaggi creereanno stacchi fisici con le relatà confinanti e questo non piace a chi fa commercio.
sabato 18 aprile 2009
Il Centro direzionale che verrà nel borgo di San Bartolomeo
Dopo il minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo, ci sono state schermaglie polemiche sia sulla proposta del centrosinistra di destinare il gettone di presenza alle famiglie terremotate, che sulla richiesta del centrodestra di rinviare interrogazioni e mozioni per lasciare spazio alla presentazione del progetto.
Hanno preso la parola prima il sindaco e poi il vicesindaco. Antonino Ruggiano ha tenuto a ringraziare David Gilo, l'imprenditore israeliano, che a scelto la nostra città non solo per viverci ma anche per insediarci il centro direzionale dell'azienda di cui è presidente, appunto Aria Spa.
Antonino Ruggiano ha poi voluto ringraziare Regione e Provincia per la grande sinergia che è stata messa in atto.
É poi intervenuto il vicesindaco Primieri che, dopo aver elogiato il progetto, ha spiegato tutte le scelte che il Comune ha già messo in atto per facilitarne l'esecuzione.
Fra l'altro ora David Gilo avrà come interlocutore solo il Comune. É stata poi la volta dell'imprenditore israeliano che non parlando ancora la nostra lingua si è servito di un interprete:
"Ero stato consigliato di realizzare il centro direzionale di Aria a Roma o a Milano, ma ho invece scelto di investire su Todi e sul territorio.Ha poi sottolineato che il centro direzione che sarà realizzato nel borgo di San Bartolomeo avrà un costo di circa 25 milioni di euro.
L'azienda ha già 100 dipendenti che diventeranno 150 entro la fine del corrente anno. La prospettiva è di portarli, entro il 2011, a 500, dei quali 350 a Todi e 150 a Marsciano."
É stata poi la volta dell'architetto Andrea Milani che ha illustrato il progetto con dovizia di particolari.
Il Borgo di San Bartolomeo, che risale all'undicesimo secolo, sarà totalmente recuperato, dopo aver consolidato la collina su cui si adagia che non ha ricevuto nessuna manutenzione negli ultimi 70 anni, ma questo sarà fatto salvaguardando l'impatto ambientale.
La nuova struttura comprenderà, oltre agli uffici ed alle sale riunioni , anche un Auditorium con 350 posti a sedere, il bar, il ristorante, il teatro, la palestra, un piccolo asilo, zone di verde e garage.
Si tratta in sostanza di un progetto avveniristico che salvaguarda però gli aspetti storici ed ambientali.
Consensi convinti anche da parte dell'opposizione con il rifondarolo Caprini, Fabrizio Maria Alvi dei Repubblicani Europei e Carlo Rossini del Pd.
giovedì 8 gennaio 2009
A Todi siamo in più
Dal 2001 quando si era raggiunto un minimo storico (16.704), saliti di poco nell'anno successivo a 16.821, si era arrivati a superare quota 17 mila nel 2004 (17.075) ma due anni dopo si era nuovamente scesi a 16.929.
Dal 2007 però la crescita della popolazione è stata costante, arrivando in quell'anno a 17.159 e poi salendo ancora nel 2008 a 17.282.
Piuttosto costante la differenza fra i due sessi quasi sempre sopra alle 400 unità, ed anche il 2008 non ha fatto eccezione con 8.400 uomini e 8.882 donne.
Molto interessante il dato riguardante l'età, visto che, malgrado in numero crescente di stranieri, in gran parte giovani, l'invecchiamento progressivo della popolazione sembra inarrestabile.
I tuderti da zero a sei anni sono 901, e diventano 2616 fino ai 18 anni.
In questa fascia di età prevale il cosiddetto sesso forte con 1346 ragazzi contro 1270 ragazze.
I tuderti che vanno dai 18 ai 40 anni sono 4518 di cui 2.319 maschi e 2199 donne.
I tuderti che hanno un'età compresa fra i 40 ed i 60 anni sono invece 4753 ed in questa fascia di età c'è il primo sorpasso fra i due sessi con 2347 uomini e 2406 donne.
Nel complesso i tuderti che vanno dai zero ai sessanta anni sono 11.887.
I tuderti fra i 60 e gli 80 anni sono 4.079 con netta prevalenza del gentil sesso: le donne sono infatti 2.173 contro i 1906 maschi.
Infine gli ultraottantenni, quota decisamente auspicabile non sono pochi visto che toccano quota 1.316, non lontano dal 10% della intera popolazione.
In questa ultima fascia, secondo tradizione, le donne sono in larga maggioranza 826 contro i 490 maschi.
Quindi se è vero che anche a Todi per un uomo ci sono due donne, ma questo solo dopo gli ottanta anni.
Ultima annotazione riguarda i centenari che sono in tutto 8, dei quali 4 hanno esattamente 100 anni (un uomo e tre donne), tre hanno 101 anni (due uomini ed una donna) ed il tuderte più vecchio al 31/12/2008 ha 102 anni, e come consolazione sul fronte della longevità per il sesso forte: è maschio.
Altro dato importante emerso dall'ufficio anagrafe riguarda la popolazione residente nelle 37 frazioni che nel complesso è di 11.308 persone, il che porta a quantificare in 5974 persone quelle che vivono nel cosiddetto centro storico.
Una cifra solo inaspettatamente importante perché queste quasi seimila persone non comprendono solo quelle residenti all'interno delle mura urbiche ma anche quelle delle cosiddetta periferia come il popoloso rione di Cappuccini.
Per quanto riguarda le frazioni la popolazione residente è, in alcuni casi, poco più di quella di un condominio, ma vediamole in dettaglio: Loreto 123, Fiore 168, Pesciano 142, Cordigliano 59, Quadro 154, Crocefisso 1116, Canonica 178, Rosceto 135, Romazzano 69, Ilci 286, Pian di Porto 1761, Pian di San Martino 571, Ripaioli 210, Due Santi 405, Colvalenza 960, Casemasce 324, Pontecuti 477, Montemolino 218, San Damiano 104, Vasciano 368, Pantalla 1508, Cecanibbi 84, Porchiano 109, Chioano 175, Torrececcona 93, Monticello 56, Asproli 110, San Giorgio 415, Cacciano 96, Camerata 218, Montenero 94, Torregentile 103, Frontignano 126, Ficareto 60, Izzalini 168, Petroro 42 e Lorgnano 23.
Proprio Lorgano è la frazione meno popolata, mentre sono ben 10 quelle che non raggiungono i cento abitanti.
Infine un doveroso ringraziamento all'impiegata dell'Ufficio anagrafe Linda Vecchietti che ci ha messo a disposizione i dati.
lunedì 17 novembre 2008
A Todi servono più luoghi di incontro e mezzi pubblici
La popolazione giovanile, che contrariamente a quanto si pensa del binomio Todi e anziani, è invece numerosa e chiede una soluzione al problema della fuga dalla città per raggiungere Perugia e Terni.
Questi giovani non chiedono una "Todi da bere" ma semplicemente una rivalutazione di luoghi che già esistono ma che vanno potenziati con politiche giovanili adeguate e presenti, ma puntualmente disattese da anni.
Questi ragazzi non disprezzano Todi ma la amano nel profondo e come ci dice Valerio Guarente:
"Quando usciamo siamo costretti ad emigrare verso Perugia o Terni, e questo non è bello.Leonardo Scimmi senza remore ci spiega:
Così si abbandona la città, ma fino ad ora nessuno si è veramente impegnato per evitarlo. Credo che ci sia bisogno di eventi e qualche pub in centro."
"Non c'è niente da fare a Todi o si sta sotto i voltoni a girarsi le dita oppure si gira senza meta e si sente freddo.A ciò si aggiunge che l'unico locale è fuori città ed è raggiungibile solo con la macchina, questo crea non pochi problemi a chi ancora è senza patente.
Qualche locale forse allevierebbe questi problemi."
Un'altra ragione della staticità tuderte è insita nella sua natura di città culturale-turistica. Meglio quindi in una ottica di "vendita al turista" la costruzione di un parcheggio o di un ascensore, di per sè importantissimi, che l'apertura di "meeting-point" per i giovani del territorio.
Margherita Bececco si confida:
"Ci devono essere più mezzi di trasporto per i ragazzi che abitano nelle frazioni.Sofia Alleva critica duro:
Questa situazione va sanata insieme alla fuga dei giovani dal centro storico. É gravissimo perché chi evade dalla propria città poi non la conosce."
"La vita di sera è pari a nulla, in particolar modo d'inverno, dove si sta a sentire freddo e basta, non c'è neanche un locale dove si possono esibire saltuariamente i numerosissimi gruppi musicali di casa nostra."Stando alle parole di Veronica Padiglioni giovane liceale la città manca di attivismo e
"qualsiasi iniziativa viene bloccata.Stefano Trizza universitario da un anno è ormai rassegnato e ci dice:
É ormai da tempo che c'è questa situazione. L'unica discoteca che c'era ed era un buon punto di ritrovo, è stata chiusa. Non ci sono inoltre centri musicali, gruppi di incontri, abbiamo bisogno di spazi che purtroppo qui non esistono.
Bisogna spendere in politiche giovanili."
"Il cinema c'è ma non viene considerato e questo è un errore chi ha la macchina va a Perugia senza troppi problemi.Anche Gloria Marcelli non è soddisfatta di quello che offre Todi:
Il centro deve rinascere, il corso è un cimitero, sempre tutto spento."
"Ci sono pochissimi luoghi di ritrovo, anzi zero.Giacomo Troianiello crede in una rivalutazione di ciò che offre la città:
I ragazzi se ne vanno ed è un peccato. Abbiamo una delle piazze più belle d'Italia, bisogna far rivivere il centro storico."
"Ci sarebbero delle cose da fare come il teatro ma costano troppo.
Per noi studenti ci devono essere sconti. Io non mi lamento che Todi sia senza mete, ma piuttosto che quelle ci sono costano troppo."
lunedì 3 novembre 2008
Il biodigestore crea solo danni da 20 anni
Di sicuro c'è anche che sia fuori che dentro il municipio le soluzioni sono diverse. E a volte anche opposte. Soprattutto sul paventato rischio che diventi un luogo di smaltimento regionale. Una ipotesi che certamente non trova l'accordo di quasi nessuno e anzi mette paura ai residenti in zona, che chiedono chiarezza.
Ma cosa ne pensano i cittadini che ci convivono? Paola Baldoni abita a San Valentino della Collina, proprio al centro del paese.
"Non è solo il fatto dei cattivi odori che lasciano i camion che trasportano maiali o reflui. Quelli svaniscono in pochi minuti. I disagi più grandi sono quando cambia il vento e i cattivi odori durano ore. Qui, poi, abbiamo anche il problema causato dalla fogna. Da quando hanno collegato quela dei nuovi palazzi, in alcune ore la puzza è insopportabile."Luana Lanari abita con marito e due figli al bivio di Olmeto, ma la casa rientra nella frazione di San Valentino della Collina.
"Le colpe sono da addebitare alla cattiva gestione del biodigestore e questo fin dai primi anni. Lo dimostra il fatto che i laghetti sono sempre pieni. L'estate non si respira e neanche d'inverno si vive bene. I camion ci passano davanti casa e lasciano cattivi odori che si aggiungono a quelli che provengono dal biodigestore e dagli stalloni.Artemio Paoletti abita a Spina, proprio sopra il biodigestore e nei pressi di un allevamento di migliaia di maiali.
Tutti i mezzi che si dirigono all'impianto passano attraverso i paesi."
"Oggi sui fondali delle lagune ci sono metalli pesanti, le falde sono inquinate con un danno incalcolabile per le colture pregiate di vino, olio e prodotti ortofrutticoli della zona e di quelle limitrofe."Giovanna Paoletti è nata a Sant'Elena dove torna alcuni mesi ad assistere gli anziani genitori.
"Quando passano le cisterne mi capita spesso di sentirmi male. Nausea, vomito, gonfiore e senso di soffocamento. Forse sono allergica a qualcosa che viene trasportato. Mi risulta anche che negli ultimi quindici anni ci sono stati dieci casi di tumore. Inoltre, ogni volta che qualche persona si innamora dei nostri luoghi, come ci passa qualche ora scappa per via della puzza.Marco Velloni, giovane imprenditore edile, abita a Olmeto.
Perché dobbiamo pagare questi disagi?."
"La presenza del biodigestore, oltre al danno ambientale, ha prodotto anche quello economico perché ha bloccato ogni possibilità di sviluppo delle zone limitrofe.Tra i più combattivi c'è Giulietto Vinti che abita poco distante dall'impianto.
Da venti anni, praticamente, non si costruiscono nuove abitazioni."
"Dopo venti anni, quello che doveva risolvere i problemi legati ai reflui animali, li ha ingigantiti.
Ne stiamo pagando le conseguenze in tutti i modi. E non è soltanto una questione di puzza. Magari fosse solo quello il problema."
domenica 5 ottobre 2008
Nuovo stadio comunale di Deruta
Questa mattina, a partire dalle ore 11.30 presso il nuovo stadio comunale, tutti i cittadini sono invitati alla cerimonia di inaugurazione.
Per l'occasione, oltre al saluto del sindaco della città della ceramica - Alvaro Verbena e all'intervento del Presidente dell'associazione Deruta Calcio - Alessandro Antonini, saranno presenti anche l'assessore Regionale - Silvano Rometti e il Presidente della Fgc Umbria - Luigi Repace.
Come aveva più volte assicurato l'amministrazione comunale, i lavori sono stati seguiti con grande cura e portati avanti a ritmi serrati e ciò ha permesso la conclusione dello stadio in tempi relativamente brevi anche se gli interventi erano tanti e alcuni molto consistenti.
"Abbiamo iniziato a luglio con un leggero ritardo secondo il nostro piano di lavoro - ha detto il consigliere con delega allo sport, Mauro Andreani - ma, come avevamo promesso, siamo riusciti nel nostro obiettivo e finalmente anche il Deruta potrà allenarsi e disputare le partite del campionato interregionale in uno stadio a norma di legge e sicuro sia per i giocatori che per il pubblico.Tanta la soddisfazione manifestata sia dai membri dell'amministrazione comunale che dell'associazione Sportiva Deruta Calcio e finalmente oggi il taglio del nastro e la benedizione del parroco Don Mario daranno il via ufficiale a una stagione che speriamo sia positiva.
A questo punto mi resta solo da auspicare che oggi il nuovo stadio si possa inaugurare con una bella vittoria del Deruta sul Cecina."
A seguito della partita, intorno alle ore 17, tutti, sportivi e non, sono invitati al conviviale che verrà offerto presso lo stadio comunale.
sabato 2 agosto 2008
Puc 2 e centro storico di Marsciano
La novità più importante è che possono partecipare al “Programma urbano complesso” anche le attività commerciali e artigianali.
Nel caso venga approvato prima dal Comune e poi dalla Regione Umbria, ogni progetto otterrà un contributo a fondo perduto di circa il 30 per cento del suo costo.
L’amministrazione comunale, che ne è capofila, ha già intessuto una serie di rapporti con le associazioni di categoria.
Le linee guida sono state chiarite in un incontro al quale hanno partecipato, per il comune, l’assessore Alfio Todini e il responsabile dell’Ufficio urbanistica Giampiero Piccioni, rappresentanti di Sviluppumbria, di Confocommercio (Alfonso Angeleri, Magda Montanucci, Giancarlo Toccaceli), Confartigianato (Carlo Antognoni) e Cna (Francesco Vestrelli). Secondo le prime notizie, il Comune, da parte sua, inserirà, tra gli altri, un progetto per la definizione del recupero del centro storico con i lavori in tre delle vie più importanti.
Il perimetro del Puc 2 è più largo rispetto al centro storico tradizionale.
Oltre alla cinta urbana, vi sono compresi tre “bracci” più o meno lunghi.
Quello verso Nord comprende l’inizio di viale Ponte Nestore con dentro l’area dell’ex Molino Popolare.
Un secondo braccio si allunga più a Est fino alla vecchia “scala”, la passerella sul Nestore che fino a qualche decennio fa collegava il capoluogo a Cerro. Il braccio più lungo è quello verso Sud.
Questo tratto arriva fino all’ex tabacchificio Pietromarchi.
L’obiettivo di fondo del Puc 2 è quello di “elevare la qualità del contesto urbano, compreso il centro storico, e la sua vivibilità, promovendo il potenziamento delle attività economiche e dei servizi e il reisediamento dei residenti, migliorando la fruibilità degli spazi disponibili e l’accessibilità, garantendo la sostenibilità ambientale degli interventi e la preferenza per i contenuti tecnologici innovativi degli stessi”.
Per ciò che riguarda le attività artigianali e commerciali possono essere presentati progetti per l’avvio e il rilancio delle stesse (attrezzature, macchine da ufficio, arredi, impianti elettrici e idraulici, impianti di sicurezza).
Possibili anche progetti per interventi di manutenzione straordinaria e restauro degli immobili. Tra le novità più interessanti c’è il finanziamento del marketing urbano.
Può essere presentato dal Comune o da un’associazione di imprese.
L’uscita del bando definitivo è imminente e la presentazione delle domande dovrebbe avvenire entro la fine di settembre.
mercoledì 23 luglio 2008
Le conseguenze del Todi Festival a Settembre
Le manifestazioni ci sono ma l’afflusso turistico continua a essere modesto e soprattutto assai poco disposto a spendere. Abbiamo chiesto a commercianti e cittadini di Todi una opinione sulla non facile situazione attuale e, malgrado un diffuso pessimismo, ci sono state anche voci in controtendenza.
Due dati accomunano tutti gli intervistati, le difficoltà attuali sono di carattere nazionale e non locale; inoltre il mese di luglio nella nostra città non è mai stato particolarmente vivace sul versante turistico.
Patrizia Mechelli commessa nel negozio di abbigliamento Minciarelli è moderatamente soddisfatta: “Stiamo lavorando piuttosto bene con i turisti che ormai sono circa un terzo della nostra clientela.
Rispetto allo scorso anno si è registrato un significativo incremento.” “Non c’è gente, basta guardare la piazza semivuota in quasi tutte le ore del giorno - dice invece sconsolato Sergio Famoso, altro negozio di abbigliamento - è vero che il luglio è tradizionalmente poco movimentato ma i turisti, quest’anno, sono veramente pochi.
Non credo che sia stato lo spostamento del Festival a settembre a fare la differenza.” Anche Rita Foglietta che gestisce, insieme alla sorella uno storico bar in piazza del Popolo, è piuttosto delusa: “Diciamo che la stagione non è ancora iniziata, sia giugno che questa prima parte di luglio hanno fatto registrare un movimento modesto, speriamo in settembre.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Katia Zacchei della toto Ottica Ursini: “Finora difficile fare valutazioni perché la stagione è come se non fosse iniziata. C’è veramente poca gente in giro. Comunque è un problema di carattere nazionale, perché mi viene confermato da colleghe che lavorano a Siena che anche nella città toscana la situazione è difficile.”
Un giudizio molto negativo giunge da Paola Mancini, che gestisce un negozio di articoli da regalo: “Pochi i turisti e scarse le manifestazioni. E’ vero che luglio non è stato mai un mese molto movimentato, ma quest’anno va peggio del solito. Ritengo inoltre che la mancanza del Festival abbia il suo peso.”
Altrettanto negativo il giudizio di Helen Silempa, una cittadina Camerunense sposata con un tuderte:
“Per ora l’estate tuderte è un vero disastro. Di iniziative interessanti ce ne sono molto poche. Si dovrebbe sfruttare di più e meglio, magari con concerti, questa splendida piazza.” Anche il giudizio di Maurizio Cavalli, noto come commercialista e come sportivo, non è positivo: “Si potrebbe fare molto di più per portare i turisti a Todi e movimentare di più il centro storico. Pochi e di scarso interesse gli appuntamenti musicali che invece, disponendo di una piazza simile, dovrebbero essere il clou dell’estate tuderte.” Chiudiamo con il giudizio di Antonio Pinotti:
“L’impressione è positiva e noto un fervore organizzativo, da parte del pubblico e del privato, che non c’era in passato. Anche dalle frazioni arrivano messaggi positivi come la rassegna cinematografica che si svolge ad Izzalini. "